AREE GIOCHI DI GRADO ANCORA CHIUSE.

di Raffaele Lisco.

A Grado, le aree giochi site nei giardini pubblici sono ancora vietate ai bimbi.

Nonostante i decreti regionali del FVG abbiano concesso la riapertura di ulteriori plessi, nel Comune di Grado sono ancora inspiegabilmente vietate le frequentazioni di tutte le aree giochi situate sul territorio.

Come si evince nell’immagine di testa articolo scattata alle ore 9.00 di oggi, 11 giugno c.a., l’area ludica sita nel giardino pubblico di via Udine, locazione presa ad esempio ma identica a tutte le altre, ancora si presenta interdetta al pubblico con robuste transenne, nastro stradale e relativa ordinanza di divieto affissa in bella vista.

Eppure, la regione FVG ha “liberato” le aree giochi per bambini (e non solo) dalle ordinanze ostative precedenti, ridando ai piccini la possibilità di godere delle attrezzature messe li per lo specifico scopo. In altri numerosi comuni delle provincie di Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone, sono apparse sulla stampa e sui socials le immagini delle strutture sanificate, manutenzionate e rimesse in pristino.

Sorvolando sullo stato pietoso dei giardini pubblici di Grado che appaiono più come una jungla incolta e un deposito di ciarpame lasciato in bella vista, l’assenza di sensibilità dell’amministrazione del Divo Raùgna e i suoi assessori evanescenti (Claudio Gaddi, nello specifico), penalizza i bambini dell’isola e nega l’offerta ludica a quelli in transito sull’isola. E meno male che di turismo ancora non se ne parla nemmeno…

Insieme a questa inspiegabile e ingiustificabile mancanza governativa, si aggiungono le negatività di uffici comunali ancora interdetti al pubblico, strutture che non si riesce a capire per quali motivi non debbano riprendere la loro normale attività di servizi al cittadino. Polizia Locale, Municipio ecc. sembrerebbe che ancora non abbiano riposato a sufficienza, atteso il surplus di “ferie” delle quali insistono a usufruire, senza alcun motivo apparentemente giustificabile.

Forse, meno “passerelle” autocelebrative e più attenzione, solerzia e impegno verso i propri amministrati, ridurrebbero il clima negativo che aleggia intorno alla figura dei “civici” targati Dario Raùgna. Ormai, nemmeno le “marchette”, regalate agli amici degli amici, compensano le considerazioni poco eleganti che dipingono il sindaco e la sua amministrazione percepita come solo fumo e niente arrosto.

Scommetto che, a valle di questo articolo, già domani mattina qualcuno verrà mandato a togliere transenne e nastri dalle aree giochi ancora blindate senza motivo e, curiosamente, tutti gli uffici pubblici daranno l’annuncio di imminente riapertura al pubblico.

Vedremo.

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