FREGATE PER GIULIO.

di Raffaele Lisco.

L’Italia ripudia la tortura, mica il danaro…

Alla fine, le bandiere gialle esposte per non dimenticare la tragica fine di Giulio Regeni, omicidio ancora irrisolto e mai giustificato dal governo Egiziano di Al Sisi, hanno fatto tempo a scolorirsi sotto il sole, esattamente come la spinta popolare di tutti gli Italiani che avrebbero voluto sapere.

Senza nemmeno pensarci troppo, consapevole delle ire e degli insulti che avrei raccolto nel pubblicare il mio scetticismo sulle azioni “buoniste” tipiche di una sinistra sempre pronta a cavalcare il sociale (di giorno), mentre chiude succulenti affari col “nemico” (di notte), avevo espresso la mia opinione affermando che l’abusata “verità” sul povero Giulio sarebbe rimasta lettera morta, sovrastata dagli interessi commerciali e diplomatici con l’Egitto.

Difficilmente mi sbaglio, non per particolari meriti acquisiti ma perchè troppi anni d’esperienza mi hanno insegnato a conoscere e anticipare il comportamento (dis)umano del mio prossimo, stirpe contaminata dall’opportunismo e dalla convenienza, veri motori dell’animo della società attuale.

Infatti, la cronaca c’informa della svendita finale della memoria di Giulio Regeni, essere umano valutato quanto il valore commerciale di un paio di navi da guerra, forse il modo peggiore per disonorare il ricordo di un ragazzo che ha dato il suo piccolo o grande contributo per la pace.

A chi attribuire il “merito” di aver stracciato la sentita mobilitazione popolare per non dimenticare la figura del nostro vicino di Fiumicello? Con quale faccia affrontare lo strazio dei genitori, parenti e amici del nostro? Quanta vergogna esibire nel sentirsi “itagliani” che, pur senza colpa, appartengono alla stessa nazionalità di chi ha ucciso Giulio Regeni ogni volta che ha promesso il suo impegno Istituzionale (in favore di telecamera) e adesso dichiara candidamente che «…Non vendere le fregate all’Egitto non porterebbe nessun valore aggiunto nel percorso per raggiungere la verità sulla morte di Giulio Regeni…»(M5S).

La verità, quella vera, molto diversa e lontana da quella richiesta per Giulio, è che la politica tutta è formata da gentucola incapace di dimostrare quel poco di onore e valore che dovrebbe rappresentare una nazione. Le poltrone, il consenso, il compromesso e il bonifico mensile, sono gli unici stimoli imprescindibili che muovono gli interessi degli “eletti”.

A qualsiasi livello, dal più periferico al più centrale, dal basso fino alla cima, dal Consigliere Comunale del paesino sperduto (o minuscola isoletta…), al presidente dei presidenti, capo dei capi, l’imperativo è utilizzare qualsiasi mezzo pur di non cadere dalla tanto agognata poltrona.

Ancora una volta posso affermare che, tristemente, avevo ragione io: nessuna verità per Giulio Regeni.

Fregate per lui.

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

Related posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.