LA CEMENTIFICAZIONE ORIZZONTALE DI GRADO.

di Raffaele Lisco.

Oggi parliamo della Cementificazione Orizzontale di Grado, politica fortemente voluta dall’amministrazione in carica.

Liberato dall’ennesimo intervento ospedaliero, oggi (finalmente da casa mia) vi racconto della curiosa scelta politica dell’amministrazione di Dario Raùgna & C., di osteggiare il recupero degli edifici lasciati marcire alle intemperie, per sviluppare l’infinita serie di lavori pubblici, peraltro ancora incompiuti dopo anni di governo.

Uno dei tanti temi disattesi dal Coordinamento Civico (…) durante l’ammessa truffaldina (dallo stesso Raùgna) campagna elettorale del 2016, era quello definibile come il “cavallo di battaglia” di Liber@, durante i quattro anni passati all’opposizione del governo targato Edoardo Maricchio: l’eliminazione del “cemento”, ovvero il blocco totale delle costruzioni che superassero le altezze decise dagli “ecologici” Nuovi Rivoluzionari.

Infatti, appena raggiunto l’agognato potere, nel modo di cui tutti ora sappiamo, immediatamente, l’adozione di una serie infinita di “varianti” edilizie approvate a colpi di maggioranza, delibere giuntali e determine ufficiali, stroncavano qualunque velleità di ridare vita a quelle strutture alberghiere abbandonate all’incuria e allo sfacelo.

Parlo della Villa al Castelletto, dell’insanguinato Hotel Adria, della Stella Maris, dell’Hotel Uliana e potrei andare avanti con altri siti lasciati al loro destino diroccato. Tutti cespiti regolarmente di proprietà privata, con permesso a costruire allegato e rendering depositato negli uffici tecnici del Comune di Grado.

Indispensabili investimenti di provenienza privata, danari freschi pronti per aumentare la ricettività turistica dell’isola, posizioni primarie centrali di alto livello, guadagno di offerta lavorativa e indotto per i residenti (e non) e tutti gli altri benefits d’immagine che non perdo nemmeno tempo a elencare.

Invece, la scure tagliente di un gruppo di disoccupati nemici del libero mercato, persone abituate a vivere di pubblico stipendio mensile sicuro, si è esibita in una serie inaccettabile di vincoli, obblighi, imposizioni e ricatti tali da far desistere le società immobiliari proprietarie dei cespiti sopraddetti, dall’iniziare i lavori di ristrutturazione.

In compenso, bloccato il Cemento Verticale, via alla Cementificazione Orizzontale dell’isola, la sconsiderata e sistematica decimazione di qualsiasi pianta alberata ostativa della bramosia d’intervento dell’assessore Fabio Fabris e collegati, utilizzando qualsiasi fandonia utile per giustificarsi agli occhi dei gradesi (e non) allibiti di fronte alle colate di asfalto e cemento che oggi caratterizzano Grado.

Insomma, dopo che perfino degli ingenui come Raùgna e compari si sono resi conto che i lavori pubblici (cioè il “cemento”) di una città, rendono molto in termini di ritorno politico (e sorvolo su quello economico…), il delirio da calcestruzzo si è impossessato dei Nuovi Rivoluzionari, quelli talmente “puri” da capire immediatamente come guadagnare il massimo dalla poltrona conquistata. Perfino peggio e di più di quelli che contestavano ferocemente, quando prendevano solo una manciata di euro di gettone di presenza come Consiglieri.

Tutto il mondo è paese e di fronte ai “piccioli” si trasformano anche le coscienze di chi crede di essere “speciale” e invece è solamente, banalmente e comunemente “normale”.

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