TUTTI INCAZZATI CON L’AMMINISTRAZIONE RAU’GNA.

di Raffaele Lisco.

Le proteste generali contro l’amministrazione del sindaco di Grado Dario Raùgna, aumentano ogni giorno che passa.

Si sa, il tempo è sempre galantuomo. La conseguenza è che si può farla franca all’inizio, incassare il beneficio del dubbio per un periodo ma, alla fine, i nodi vengono al pettine, le scuse non funzionano più e le verità prorompono prepotentemente in tutta la loro evidenza.

Esattamente quanto avevo preannunciato, in tempi non sospetti, sarebbe successo a tutte le amministrazioni alle quali ho dedicato le mie attenzioni di blogger. Se per i sindaci Olivotto e Maricchio, la durata governativa si era fermata ben prima della propria scadenza naturale, per il “civico” Dario Raùgnasindaco di Grado, le cose stanno andando meglio ma solo per l’assenza di un’opposizione fattiva e determinata.

Dopo ben quattro anni di menzogne, vendette, compromessi, giustificazioni e scambi di favori con i portatori di consenso popolare locale, quelli che si sono venduti come “civici”, alla fine hanno dovuto confessare la loro appartenenza alla sinistra (moderata ed estrema) e a quel “grillismo” (modificato) utile a uscire dalla miseria e sentirsi “importanti”.

Obbligati a togliersi la maschera con la quale erano riusciti a truffare i gradesi, i nostri “rivoluzionari” finalmente accomodati alla tavola pubblica, pronti ad abbuffarsi a piene ganasce, hanno scoperto il vantaggio di vivere a scrocco dei contribuenti, gestire somme perfino difficili da immaginare prima della loro “elevazione” e poter bullarsi, perfino disprezzando i propri cittadini, nelle sedi dove pascolano “quelli che contano”. O presunti tali.

Oggi, però, come per i loro predecessori, gli stessi accusati dai Finti Moralisti attuali di praticare la Vecchia Politica, quelli del “cambiamento” (il loro, naturalmente…), tolta la tara della solita propaganda avallata dai comunicatori e fiancheggiatori a libro paga (…), sono arrivati al classico collo di bottiglia, il bivio dove la resa dei conti è dietro l’angolo.

Tutto quel “cambiamento” spergiurato, sfruttando il vantaggio di non aver alle spalle uno storico di riferimento, oggi si sta rivelando per quello che è, ovvero la classica truffa del politico promettitore professionista che se ne frega bellamente di non poter mantenere quanto garantito. L’imperativo è portare a casa la poltrona, per il resto chi vivrà vedrà.

Quelli “bravi”, i Volteriani, gli accoglienti, i trasparenti, gli inclusivi, i democratici, quelli che dovevano riempire l’isola di strutture nuovissime figlie dei “concorsi d’idee internazionali”, i Politecnici, insomma, una batteria di Geni della Tecnica e della Politica che avrebbero dovuto proiettare Grado nel 3000 D.R. (dopo raùgna – ndr), stanno miseramente cadendo giorno dopo giorno sulla serie infinita di disagi, peggioramenti, mancanze e costi aumentati proprio delle strutture che avrebbero dovuto migliorare.

I gradesi, i residenti fittizi, i pendolari del fine settimana e i turisti stanziali (quelli che ancora ci restano fedeli…), sono tutti arrabbiati, delusi e avviliti, per essere stati coglionati dal gruppetto di BimbiMinkia, sciacquette e miracolati che, non solo non sono riusciti a realizzare che qualche marciapiede nuovo, piste ciclabili utili per la loro idea di turismo da baraccone e spettacolini con annesso contributino agli amici degli amici ma hanno bloccato tutto il bloccabile in tema d’investimenti privati sul territorio.

Io, al posto di un Raùgna, Polo, Fabris, Gaddi e Facchinetti, farei meno il “ganassa” e qualche “schèo de mona” in scarsela me lo terrei. A Grado, oggi, perfino le zanzare (…) sono più simpatiche dei “civici” di Dario Raùgnasindaco di Grado.

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