VIETATO CRITICARE, AI SUDDITI NON PIACE…

di Raffaele Lisco.

Non è permesso criticare quello che ritieni ingiusto, sbagliato e dannoso. Ai sudditi non piace.

Sono troppo vecchio per credere ancora in una società capace di camminare a fronte alta, pensare con la propria testa e valutare con oggettività quello che succede nella propria comunità. La triste realtà palesa l’esatto opposto, ovvero la fotografia di uomini e donne più a loro agio nascosti nel branco, agevolmente accomodati nel pensiero comune e difficilmente disposti a impegnarsi per far valere i propri diritti.

Molto meglio seguire la corrente, salire sul carro del “comandante” di turno, applaudire meccanicamente il podestà munifico e ambire alla conquista del piccolo privilegio personale, fregandosene egoisticamente di tutti gli altri. La rendita di posizione acquisita con abbondanti porzioni di saliva tergale, permette di stare lontano dai guai, salire nella particolare classifica degli “amici” e godere dei vantaggi riservati ai membri esclusivi del Cerchio Magico.

Questi “eroi” mostrano i denti, con sorprendente ferocia, solamente nelle occasioni in cui viene minacciato l’interno del perimetro personale, nel preciso momento che segna il pericolo della sottrazione alle agevolazioni, quando gli “elevati” stabiliscono di aver subito un presunto sopruso o restrizione del proprio potere acquisito rispetto agli altri.

Personalmente, questa categoria di piccoli parassiti della collettività, campionario d’ignoranza e opportunismo, occupa il primo posto nella mia personalissima classifica dei soggetti da evitare accuratamente. Gentucola verso la quale nutro un profondo disprezzo e ai quali auguro che il tempo, prima o poi, li omaggi di tutto quello hanno “donato” alle loro vittime. Moltiplicato per mille.

Proprio grazie al contributo silente, al fiancheggiamento complice e alla sottoscrizione interessata di qualsiasi azione dell’amministratore di turno, perfino la peggiore, la speranza di progredire come collettività e migliorare in senso sociale, diventa mille volte più difficile, attesa la forzata necessità di aggiungere all’avversario conosciuto la folla di sudditi nascosti tra le tenebre. Gli stessi che sono “dalla tua parte” finchè ci sei e, non appena ti volti, corrono a infamarti dal mandante che li premia per la loro fedeltà.

Il lato comico è che, per l’ovvio motivo di possedere un’abilità cerebrale pari a quella di uno stercoraro, essi non si rendono conto di gareggiare con persone decisamente più dotate di loro, facendosi smascherare dopo pochi minuti e diventando quindi, a loro insaputa, il Cavallo di Troia col quale penetrare dentro il castello del Re. Degli utili idioti che non sanno di essere usati, merce da cannone necessaria fino allo scopo e poi pronta per essere catalogata come rifiuto da gettare nella monnezza.

Ci vuole molta abilità, esperienza, talento e cervello, per saper reggere il doppio gioco (a volte triplo…), servono qualità strategiche capaci di sorprendere l’avversario, creare scompiglio, sparigliare i giochi e sconvolgere le certezze di quelli convinti di aver capito tutto ma che in realtà, stanno solamente cadendo nelle trappole dove vuoi che lascino lo zampino.

Certamente, la categoria dei “sudditi” ai quali la critica contro il loro padrone da fastidio, la stessa che s’indigna per le tue denunce sociali ma accetta il sopruso conto terzi, di strada in prospettiva ne farà sempre molto poca, accontentandosi di rubacchiare le briciole concesse dal beneficiario beneficato dal quale dipendono. Oltretutto, a tenere la testa troppo nella buca si lascia scoperto il culo.

Dimenticando che il prossimo “elevato” potrebbe anche ricordarsi di loro…

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