VINICIO PATRUNO DEPOSITA QUERELA CONTRO “IGNOTI”.

di Raffaele Lisco.

Nei giorni scorsi Vinicio Patruno ha depositato querela contro “ignoti” per calunnia, presso la caserma dei Carabinieri di Grado.

Pubblico questa notizia, giuntami da fonti attendibili, con lo scopo di dimostrare agli “entusiastici” filogovernativi quali siano i metodi infami con i quali gli “ignoti” (sui quali qualche sospetto ce l’ho…) tentano in tutti i modi di chiudere la bocca ai “non allineati” al pensiero comune.

Il fatto in questione, ha come oggetto il poco elegante tentativo di spaventare un nostro concittadino, Vinicio Patruno, usando nemmeno tanto velate “minacce” allo scopo di ricondurre il critico gradese a più miti ragioni.

Questo l’estratto sintetico contenuto della querela contro “ignoti” presentata alle Forze dell’Ordine locali dal Patruno:

…negli ultimi giorni, sempre più in modo continuativo per le vie di Grado, gira una voce totalmente assurda e fasulla, nella quale viene messo in dubbio la mia onestà e la mia reputazione con un’accusa che andrebbe ad infangare la mia immagine e pure quella dei miei familiari più stretti. Il fatto in questione sarebbe quello che il sottoscritto avrebbe violato le leggi del cosiddetto “lockdown” durante la pandemia. Certe persone affermano, falsamente, di avermi visto in giro per Grado e, addirittura, di essermi recato in una domenica di quel periodo a pranzo presso l’abitazione di mio figlio Marco…”

Per rispetto verso il lavoro d’indagine conseguente alla denuncia depositata dalla parte offesa, ometto nomi, circostanze e considerazioni contenute nella querela, soprattutto consapevole delle sicure ritorsioni da parte degli “ignoti” che colpirebbero l’amico Patruno. Posso solo rivelare che i soggetti coinvolti occupano posizioni di grande rilievo.

Cosa dire, nel merito? A parte la magra soddisfazione di essere finalmente uscito dalla condizione di “pericolo pubblico n° 1”, ormai raggiunto (quasi) dal “criticone da Social” isolano, rattrista dimostrare con i fatti quali siano i metodi “democratici” che gli “ignoti” locali usano, a piene mani, per censurare quelli che non accettano di essere sudditi e alzano la testa dal gregge tipicamente gradese.

Ormai siamo arrivati alle minacce inconfutabili, gli inviti spediti conto terzi a “mettere la testa a posto”, pena la denuncia penale TOTALMENTE INVENTATA con lo scopo di creare danni giuridici e conseguenti spese per la difesa, al malcapitato protagonista di turno della critica politica.

Siamo arrivati alla CALUNNIA costruita sul nulla per poter sporcare l’immagine, la reputazione e soprattutto la fedina penale di un cittadino la cui moralità è al di sopra di ogni sospetto, il disgustoso tentativo di rifarsi con un soggetto più morbido del sottoscritto, accontentandosi di “colpire uno al posto dell’altro”, atteso il fatto che con Lisco la chiamata di correo non è riuscita ancora a nessuno

Superfluo sottolineare tutta la mia solidarietà all’amico Vinicio Patruno, onesto cittadino colpevole unicamente di diffondere le sue legittime critiche verso chi considera poco utile alla propria comunità. Mi piacerebbe che l’intera collettività dei gradesi si unisse alla mia vicinanza verso Vinicio, colpevole (questo sì) di troppo amore verso la sua isola e, tutti insieme, mandassimo un messaggio “indignato” di condanna ai destinatari di questo atto vile, infame e disgustoso.

Il vomitevole quanto meschino tentativo di censurare la voce di un libero residente, conferma la vigliaccheria degli “ignoti” (…) incapaci di reggere un confronto a viso aperto. Gentucola più a proprio agio nell’ombra, infelici inferiori che dimostrano tutto il proprio “coraggio” stando ben nascosti dietro le spalle dell’avversario.

Uomini si nasce, “ignoti” si diventa…

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

Related posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.