MARIN & TIRELLI, DUE POLLI NEL GALLAIO.

di Raffaele Lisco.

L’opposizione delle Primedonne: ecco due fenomeni che “tifano” per Dario Raùgna…

Negli ultimi quattro anni ne ho visti tanti pronti a salire sul carro “civico” del vincitore. Dalla “stampella” del PD Luciano Cicogna pretendente al posto di sindaco, asfaltato dal Coordinamento Civico (oltre che da Claudio Kovatsch e Roberto Marin…), allo stesso ex commissario grande “collaboratore” del Gambero Lagunare, tanto per citare gli Istituzionali seduti in Consiglio Comunale.

Oggettivamente, ho altresì osservato la fuga tattica di quelli che inizialmente avevano creduto alle balle di Raùgna, ne avevano sostenuto la candidatura portando acqua al suo mulino e poi si sono pentiti per l’enorme cappella fatta. Tanto per non fare nomi e cognomi, mi riferisco a Caterina Bellan, Sebastiano Marchesan, Dario Lauto e il dimissionario “per motivi di lavoro” Damiano “Botolo” Marchesan, quello che si è accorto dopo tre anni e mezzo (vissuti da “cartonato”) di non essere all’altezza…

Come già detto e scritto molte volte, oggi, a Grado, i sostenitori confessi dell’amministrazione Raùgna sono più rari dei turisti stranieri paganti e non passa giorno che qualcuno si lamenti delle costose assurdità imposte dai CWC. Se all’inizio ero il solo a cercare (inutilmente) di “svegliare” i miei assopiti concittadini, adesso faccio fatica a contenere le domande d’iscrizione al Club Nemici dei Civici Gradesi.

In questo clima guerrigliero di favorevoli e contrari, a un anno dalle nuove elezioni amministrative del 2021, resistono due strani figuri molto noti sull’isola (e non): Roberto Marin ed Enzo Tirelli. Entrambi esponenti del centro destra, già “eletti” in svariate posizioni politiche comunali, provinciali e regionali, rappresentanti isolani di una politica figlia della Prima e Seconda Repubblica, restano ancora ben ancorati ai nastri di partenza in attesa di “riverginazione” elettiva.

Roberto Marin (Forza Italia) ed Enzo Tirelli (Lega), amici e nemici, cane e gatto, il piacione e il fratello brutto di Sallusti, sono la dimostrazione palese di come si possa concepire la politica nel senso dell’opportunismo personale, il luogo dove tentare di elevare la propria condizione sociale e dimostrare a pieno titolo di essere eredi legittimi del Marchese del Grillo (…io sono io e voi non siete un cazzo…

“Cordialmente”, in perenne competizione per vincere il primo premio di sindaco di Grado, per ora il colpo è riuscito (due volte) al solo Marin, mentre il collega Tirelli si è dovuto accontentare, negli anni, di un semplice assessorato ai tempi in cui ancora si pettinava. Nel saldo della “celebrità” politica, il divario è ancora a favore dell’ex Missino, poi Forza Italia, poi sovranista in Fratelli d’Italia e, infine, ritornato al Berlusconismo convinto, Roberto Marin.

Attualmente, i due “statisti” sono alacremente impegnati a “gufare” contro i loro stessi interessi “destristi”, giurando convintamente sulla prossima riconferma di Dario Raùgna, augurandosi infelicemente la vittoria della sinistra “civica” verso la quale hanno dimostrato lo stesso impegno ostativo espresso dalla “stampella” Luciano Cicogna.

Se a qualcuno paresse strano questo tipo di atteggiamento autolesionistico, spiegherò con facilità che entrambe le due PrimeDonne appartengono a quella speciale categoria di personaggi per i quali “…se non sono il Capitano non si gioca!..”, si fregano il pallone e, piuttosto che stare fuori, lo bucano irrimediabilmente. “Due polli in un gallaio”, atteso il fatto che di galli veri non c’è traccia, sia si parli del biondino “chef”, tanto meno per lo spilungone “padano”.

Due “ex” che tifano per Raùgna rieletto al secondo mandato, della serie “Après moi le deluge!” (dopo di me il diluvio – ndr), protagonisti Sansoniani pronti a morire con tutti i Filistei, perchè “O me o nessuno…”. Già entrambi, nel 2016, ci sono costati la divisione della coalizione di centro destra che ci ha “regalato” Dario Raùgnasindaco di Grado e tutto ciò che abbiamo dovuto subire in seguito. Adesso si stanno organizzando per riproporci la stessa schifosa minestra non ancora digerita, tentando di spaccare ancora una volta il centro destra

Almeno per quanto mi riguarda, a meno che Roberto Marin ed Enzo Tirelli non uniscano le forze e collaborino, non credo che permetterò loro di far rivincere Raùgna o chi per lui.

E nel settore delle “demolizioni”, in confronto al sottoscritto, hanno entrambi molto da imparare…

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