SE GRADO PIANGE, AQUILEIA NON RIDE…

di Raffaele Lisco.

Il proverbio dice “…mal comune, mezzo gaudio…”.

Attualmente, la situazione generale nel Comune di Grado non è delle migliori, lo dice la maggioranza dei gradesi e una buona parte dei pochi turisti in transito sull’isola. Troppe negatività conseguenti alla scellerata programmazione cantieristica che l’amministrazione in carica ha voluto avviare a tutti i costi, senza prevedere gli inevitabili slittamenti che nelle opere pubbliche non mancano mai.

Aggiungere a questo una buona dose di sfiga certificata, che sembra accompagnare la politica dei CWC, regalando esondazioni ampiamente prevedibili, fuoriuscite di escrementi in pieno porto Mandracchio, assenza di corrente elettrica un giorno si e l’altro pure, scarsa manutenzione del verde e la solita viabilità laoocontica aggravata dall’anarchia “ciclistica” senza controllo, l’immagine della “fu” Perla dell’Adriatico è cotta e servita.

Ormai rassegnati a subire i ripetuti disagi regalati da quelli che (a chiacchiere) avevano promesso di tutto e di più, i gradesi attendono con calma olimpica che passino in fretta i mesi che ci separano da nuove elezioni amministrative, con la debole speranza che i prossimi saranno meno peggio degli attuali. Difficile ma in qualcosa bisogna pur credere…

Anche se il paragone tra Grado e Aquileia calza poco, per ovvi motivi proporzionali, emerge che anche il piccolo Comune friulano ha le sue belle gatte da pelare. Nonostante la politica della storica cittadina romanica abbia compiuto una sterzata importante, cambiando totalmente indirizzo politico dopo decenni di governo locale della sinistra, nemmeno il “liberista” nuovo sindaco Emanuele Zorino sta riuscendo nell’impegnativo compito di rilanciare il suo Comune.

Tante belle iniziative, una positiva campagna di Comunicazione, molta attività promozionale e un rapporto quasi incestuoso con i vertici regionali, non stanno bastando al gruppo di Aquileia Viva per poter vantare quel cambio di passo promesso in campagna elettorale.

La “rogna” del momento è la baruffa interna tra chi vorrebbe dare seguito al progetto urbanistico avviato dalle amministrazioni precedenti di sinistra e precisamente alla realizzazione del complesso edilizio (Case Ater – ndr) che dovrebbe sostituire lo spazio verde situato in zona Tullia (Corso Gramsci – ndr) ad Aquileia e chi, fermamente contrario alla cementificazione dell’area, si oppone.

L’attuale Parco Comunale (Area Verde), secondo il progetto che potete vedere nell’illustrazione di cui sopra, è pericolosamente in bilico tra il restare polmone cittadino e trasformarsi in colata di cemento edilizia. Non entro nel merito delle varie motivazioni pro o contro il progetto, esclusiva che preferisco lasciare ai residenti, tuttavia quando la flora deve lasciare il passo al calcestruzzo, secondo me, non è mai un segno di civiltà ma piuttosto uno schiaffo a chi si riempie la bocca con l’auspicio di un Economia Green, casualmente cavallo di battaglia proprio della sinistra…

Oggettivamente non dovrebbero essere affari di un blogger denominato GradoSpia, sarebbe più corretto pubblicare questo articolo su AquileiaSpia ma siccome non esiste un Lisco in terra friulana (non per colpa mia…) e avendo partecipato attivamente alla campagna elettorale pro Zorino (contrario al progetto), mi prendo la libertà di dire la mia.

Mi auguro che la battaglia in difesa del Parco Comunale in oggetto vinca sulla scellerata volontà di costruire una manciata di case che, forse, potrebbero trovare collocazione in altri posti meno impattanti, soprattutto attesi gli ampi spazi di cui il Comune di Aquileia può disporre, a differenza di chi vive su un’isola già troppo “consumata”, come Grado.

Nel frattempo, noi martoriati “graisani”, sadicamente ci consoliamo pensando che se “…Grado piange, Aquileia non ride…”.

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

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One Thought to “SE GRADO PIANGE, AQUILEIA NON RIDE…”

  1. Vorrei aggiungere un link di approfondimento dove in 10 anni siamo passati tra diverse amministrazioni e da Edilizia sovvenzionata siamo arrivati a quella convenzionata.
    Normativamente differenti nei parametri di assegnazione e di gestione/vendita/uso.
    Di che stiamo parlando? Come gruppo di cittadini stiamo approfondendo scartabellando tra gli atti quando, chi e con che motivazione c’è stato questo cambio, quando in origine era passato a tutti il messaggio che sarebbero state “case popolari” …che poi semanticamente se non specificato è ambiguamente interpretabile.
    http://www.aquileianoca.org/post-timeline/20200806-edilizia-convenzionata-o-sovvenzionata-case-popolari-o.html

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