CONSIGLIO COMUNALE – 1,2,3 SA, SA, PROVA…

di Raffaele Lisco.

Siamo arrivati alla frutta, anzi al dolce, caffè e limoncello…

Mi scuso immediatamente con i miei lettori, per eventuali imprecisioni e/o manchevolezze nel commentare (a notte inoltrata) il Consiglio Comunale appena concluso. Tento miseramente di giustificarmi, avanzando la scusa di aver assistito a un’assise pubblica pietosa, parziale, piena di menzogne. Un Consiglio preparato a tavolino per impedire il dibattito democratico e mille altre “furberie” da vomito incontinente.

Un Consiglio a singulto per colpa di connessioni “a manovella”, nascosto alla cittadinanza col trucchetto del cambio di piattaforma (da Magnetofono a YouTube), miseramente difeso dal Segretario Comunale che farebbe più bella figura a tacere quando non sa di cosa parla (c’è la registrazione delle sue dichiarazioni poi inutilmente negate), interrotto, ripreso e interrotto nuovamente.

Non perderò nemmeno tempo per commentare interrogazioni regolarmente disattese con i soliti metodi da Asilo Mariuccia pregni di “…noi non c’entriamo…”, “…il contratto cavilla che…”, “…eravamo nella Legge…” e altre menate capaci solo di farmi incazzare ancora di più per aver subito i disagi delle Opere Pubbliche degne del Burundi.

Il fulcro di questo inaudito Consiglio Comunale è stata la Mozione di Censura e Condanna contro il sindaco Dario Raùgna, presentata da sette Consiglieri. Scontata la levata di scudi di un gruppo di bambocci perfino ignoranti sulla Storia d’Italia, personaggetti poco più arrivati alla terza media che disquisiscono di “Campi di Sterminio”, “nazismo”, “razzismo” e altre banalità da talk show filocomunista uscito da qualche centro sociale.

Tutta fuffa per distogliere l’attenzione dal VERO problema che la Mozione voleva rappresentare: l’inqualificabile atteggiamento del “bulletto” Raùgna nei confronti di Bonaldo, insulti SCRITTI e REITERATI, azione penale aggravata dal ruolo di SINDACO.

Sentire i commenti di Gaddi, Sara e Matteo Polo e perfino una controfigura a libro paga come “l’esterna” Federica Lauto, una ragazzetta che dovrebbe riflettere sul perchè sia ancora seduta su quella sedia (e chi ce l’ha messa…), sproloquiare su deliranti “valori” esistenti quando non erano nemmeno ancora nati, mi ha rovinato una splendida giornata passata in un Comune che da 100 a zero a Grado, Caorle.

E’ chiaro che gli “Amici di San Frottola” non hanno capito una beata minchia di tutta la faccenda ma questo non può sorprendere nessuno che conosca i suddetti. Gli unici che ho apprezzato sono stati gli interventi di Darione Lauto, Claudio Kovatsch, Elisabetta Medeot, Roberto Marin e perfino “Natalino” che hanno dato una lezione di stile ai BimbiMinkia, “ossigenati” e non…

Basta così, inutile continuare a commentare l’incommentabile. Con l’intervento della “stampella” Luciano Cicogna, un “signore” per il quale la dignità dev’essere un formaggio belga (…), visto come si è “zerbinato” da chi se l’è asfaltato alle ultime elezioni amministrative del 2016, ho rigettato gli ultimi rimasugli dello splendido pranzo che mi sono regalato insieme a mia moglie.

Conclude la Sagra dell’Arrampicata sui Vetri il “rispettoso” Raùgna, col suo comizio Napoleonico da “argine invalicabile”. Dice che “…non vedo l’ora di andare davanti a un Giudice…” (financo) e su questo non posso che essere d’accordo.

Naturalmente, non prima di essere venuto a rispondere nelle cause che ci vedono protagonisti…

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