GIU’ LE MANACCE DA GRADO…

di Raffaele Lisco.

Si avvicinano nuove elezioni locali ed ecco risorgere gli zombies della politica regionale…

Corsi e Ricorsi Storici (GianBattista Vico – ndr), uno dei miei esami universitari del tempo che fu. Un classico che ben si applica all’attuale situazione politica gradese.

Il ricorso storico al quale fare riferimento, è la scontata riproposizione della “riverginazione” ciclica del politico “dormiente”, fino a quando non ritorna il momento della supplica elettorale.

In questo caso, il Consigliere Regionale Diego Moretti (Partito Democratico), ovvero il “capo” dei sottoposti gradesi Luciano Cicogna e Rodolfo Fumolo, si spende per perorare la causa dei suoi nuovi adepti, quei furbetti dei “civici” capeggiati dall’ex fascista Dario Raùgna.

L’arringa dell’ “anoressico” Moretti, compare magicamente sulla stampa locale, con lo scopo di bilanciare l’emorragia di consenso bruciata a sinistra, grazie alla sconsiderata decisione politica dei suoi soldatini isolani di andare contro la volontà popolare che chiede, a gran voce, l’inizio dei lavori per la realizzazione delle Nuove Terme di Grado.

La battaglia persa in partenza per la quale, oggi stesso, in un Consiglio Comunale straordinario, i civici sinistri tenteranno di metterci una pezza (inutilmente) col solito pippone a firma Fiorenzo Facchinetti, troverà soluzione solamente con la prevedibile e prevista “retromarcia” di “71” (Dario Raùgna) e i suoi comici assessori.

Comunque, se a sinistra la confusione regna sovrana, non è che a destra splenda il sereno.

Anche nel campo degli oppositori di Raùgna, Cicogna e Moretti, la spaccatura formatasi tra chi ha già battezzato Claudio Kovatsch come il prossimo candidato del centro destra alla carica di sindaco di Grado e quelli che hanno già dichiarato che non se ne parla proprio (…), rischia di restituire all’isola quello che io ho sempre definito “effetto 2016”, ovvero la dispersione dei voti con la conseguente vittoria della sinistra.

Ci sarà obbligatoriamente da discutere per trovare una soluzione, tra chi non accetta l’imposizione calata dall’alto di un candidato sindaco che merita il massimo rispetto ma non rappresenta i gradesi, non possiede il carisma sufficiente ne un suo gruppo politico (e, soprattutto, proviene dalla sinistra targata Debora Serracchiani) e il gruppetto di opportunisti pronti a tutto, pur di sperare nella poltrona a “rimorchio”.

Sempre molto combattuta la politica isolana, troppi galletti spennati convinti di “essere qualcuno” e, purtroppo, troppi “supervisori” provinciali e regionali, che non riescono a comprendere che i gradesi i “panni sporchi” se li lavano in casa, da soli

(…to be continued…)

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