IL VANTAGGIO DI ESSERE UN ASOCIALE.

di Raffaele Lisco.

Stare da soli procura dei vantaggi, soprattutto adesso.

Il tempo, con le sue prove sempre più difficili, trasforma anche il più solido dei metalli, in altro materiale molto più duttile.

Questa metafora diventa valida anche se applicata alle persone, soprattutto quando i protagonisti vengono da vite vissute intensamente e hanno accumulato il necessario distacco da tutto ciò che è puramente materiale.

Io sono quello che la massa definisce un asociale, giudizio frettoloso di chi non è capace di approfondire un concetto e si limita a semplificare quello che non capisce.

Una vita passata in prima linea, ha trasformato il Narcisista Egocentrico che c’era in me, in un tentativo di eremita dedito alla fuga dalla folla. Da protagonista assoluto ad anima sfuggente poco avvezza alla partecipazione popolare “in presenza”.

Stare il più possibile del proprio tempo in solitudine, lontano dalla ggggggente, blindato dentro casa, oppure, fino a quando si poteva, confinato per mesi in altre parti del mondo, ha fatto di me quello che viene definito in giurisprudenza, un “latitante”, cittadino “contumace” dalla vita sociale.

Ebbene, quello che dovrebbe essere considerato un “difetto”, grazie alla sempre presente Legge di Murphy (…), ora è diventata una virtù. Per quelli come me, “assembramento” è un termine sconosciuto, “pericolo di contagio” una possibilità remota e “rischio pandemico” solamente una frase da sentire ai telegiornali.

Immunodepresso, trapiantato, cardio(anti)patico, diabetico e tanto altro ancora, quale miglior candidato al contagio se non il sottoscritto? Invece niente, sano come un pesce, nemmeno una lineetta di febbre, il naso che cola, un colpetto di tosse e il raspo in gola. Niente di niente.

La mia salvezza non sarà aspettare il “vaccino”, sono già esente Covid-19 grazie alla Tito terapia (quella cosa a quattro zampe che si vede in foto) ma, soprattutto, alla sfondo vuoto che circonda la coppia di “bestie” immortalate sulla diga di Caorle.

Questa è l’immagine che esprime perfettamente tutta la mia “asocialità”, il piacere di stare il più lontano possibile da voi, la distanza indispensabile da un prossimo che non sento mio, anzi, disprezzo come non mai.

Rinuncio all’aperitivo, scappo dal consumismo del centro commerciale, baci & abbracci li riservo in esclusiva al mio pelosetto e il mio Smart Working è quello col quale state leggendo questa mia. Tutto il resto è noia…

Il vantaggio di essere un asociale.

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