LOVATO (GIT): “PORTO RAÜGNA IN TRIBUNALE”.

di Raffaele Lisco.

L’Amministratore Unico di GIT S.p.A., Alessandro Lovato, minaccia querela contro il sindaco di Grado Dario Raùgna.

Non si placano le polemiche contro l’atteggiamento fuori controllo del sindaco di Grado, Dario Raùgna.

Dopo essersi inimicato l’intera amministrazione della Regione FVG, la quasi totalità degli imprenditori gradesi (e non), la maggioranza della comunità gradese e PromoTurismo, è arrivato il turno di Alessandro Lovato, AD di GIT S.p.A.

Nell’articolo de Il Piccolo a firma Antonio Boemo, Alessandro Lovato rilascia dichiarazioni di fuoco contro il suo ex amico di partito, proprio quel Dario Raùgna al quale aveva retto il moccolo fino a ieri.

Evidentemente, l’idillio complice tra Monsignor Lovato e il Nuovo Moralizzatore Raùgna è arrivato al capolinea, al punto da spingere il “moderato” AD della GIT S.p.A. a minacciare querela nei confronti del disturbato sindaco di Grado, come pubblicato sulla stampa locale.

Deve aver proprio esagerato, il “civico” Raùgna, in occasione dell’assemblea dei soci della partecipata regionale, per aver provocato le ire non di un Lisco qualunque ma di un signore al quale si può imputare di tutto, meno che un carattere battagliero da “falco” aggressivo.

Del resto, se Dario Raùgna ha deciso di suicidarsi politicamente, scegliendo una strategia assurda che manifesta debolezza, instabilità caratteriale e scarsa attitudine al confronto civile e democratico, tanto meglio per chi dovrà affrontare la sua parte politica per la conquista del governo di Grado.

Ormai avverso a chiunque non allineato alla sua ideologia statalista, personalista e opportunista, il sindaco di Grado già con un piede fuori dal Municipio, si manifesta in tutta la sua virtù scellerata tesa a scavarsi la fossa da solo, pur di compiacere a un Partito Democratico isolano che, forse, inizia a comprendere di aver puntato sul somaro sbagliato.

Purtroppo, a farne le spese di cotanta arroganza sono i gradesi, comunità ostaggio di un soggetto ormai ingestibile, al quale poco interessa portare avanti lo sviluppo e il progresso della città, come dimostrano i fatti inconfutabili relativi alle sue azioni inaccettabili.

Non a caso le località turistiche nostre competitor, come Lignano, stanno godendo di cospicui finanziamenti regionali, agevolazioni statali e investimenti privati, mentre Grado resta al palo, perfino incapace di portare a obbiettivo i progetti già deliberati, finanziati e approvati come le Nuove Terme.

L’unica speranza rimasta ai cittadini di Grado, è che questa incresciosa manifestazione di “gigantismo” personale di Dario Raùgna, arrivi presto a termine e si possa ricominciare a guardare al futuro con maggiore positività e fiducia, finalmente liberi dalla sciocca manifestazione di demolizione generale portata avanti dal gruppo di “civici” complici di chi si è rivelato il peggior sindaco della Storia di Grado.

Chi sarà il prossimo al quale Bellodezzzia pesterà gli zebedei?

Le scommesse sono aperte.

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

 

 

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