EDITORIALE – BUONE FESTE UN CAZZO…

di Raffaele Lisco.

Lo Spione Capo è sopravvissuto ancora una volta, per la gioia dei suoi affezionati lettori…

Rientrato lo “sciopero” a oltranza di quei bolscevichi komunisti che occupano il mio corpo avariato, devo dei sentiti ringraziamenti agli angeli che, ancora una volta, mi hanno rimesso in piedi.

Accompagnato dalle potenti raccomandazioni che sfrutto ignobilmente da bravo “itagliano”, sono stato accolto, coccolato e curato, dal personale del reparto di Epatologia del Santa Maria Misericordia di Udine. A partire dal primario, dott. Toniutto, i medici Fornasiere e Fumolo, il mio virologo personale prof. Pipan, gli instancabili infermieri e infermiere e tutto il personale interno, fino all’ultima dipendente coop, tutti si sono prodigati per ripulirmi dalle schifezze con le quali devo convivere.

Grazie a questi eroi mi è stata data la possibilità di poter passare le Feste Natalizie in famiglia, breve tregua prima di riprendere le cure già programmate per gennaio p.v. Da “veterano” e azionista del presidio sanitario udinese, sono stato assunto come “testimonial” della vituperata sanità regionale, esempio di come la volontà sia vincente sulla malattia ma, soprattutto, della dimostrazione palese che “…l’erba cattiva non muoia mai…”.

Di nuovo in pista, quindi, anche se c’è poco da festeggiare in questo triste Natale 2020, periodo oscuro che ci vede tutti blindati a casa, privati di quel clima festaiolo che, normalmente, dovrebbe caratterizzare la fine dell’anno.

Sono a casa, anche perchè la pandemia mi e ci proibisce di poter prendere un aereo e volare al caldo, stringere forte i nostri cari lontani da casa, abbracciarci e baciarci con tutta l’ipocrisia che si usa quando l’obbligo di essere “buoni” diventa consuetudine e la fiction ci rende delle maschere pronte a fingere quello che, per il resto dell’anno, non siamo.

Per quelli come me, bastardi senza Dio, consapevoli di vivere una vita disegnata dalle circostanze ma pronti a rendersi antipatici solo per il fatto di non “adattare” i sentimenti secondo convenienza (…), decreti o divieti di Stato a poco servono, attesa la scelta consapevole di vivere “ai domiciliari” sempre, senza alcun bisogno di sentenza giuridica o dpcm imposto.

Se per un verso, in fondo, dovrei essere contento di essere ancora qui, dall’altro mi scuso di aver deluso tutti quelli che avrebbero preferito di gran lunga leggere un altro tipo di Editoriale, magari l’ultimo, quello già scritto da tempo ma ancora relegato nelle bozze, “coccodrillo” postumo in attesa di pubblicazione…

Prometto, prossimamente, d’impegnarmi con maggior applicazione ma, prima, devo ancora regalarmi qualche soddisfazione che arriverà sicuramente il prossimo anno (…). Nel frattempo, vogliate accettare il mio più sentito augurio di Buone Feste un cazzo e auguri ‘sta minchia.

A tutti voi e famiglia.

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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