CHI SI RICORDA DELLE “NUOVE TERME”?

di Raffaele Lisco.

Qualcuno di voi si ricorda ancora l’esistenza di un fantomatico progetto relativo alla realizzazione delle Nuove Terme di Grado?

Perfino noi, semplici cittadini obbligati a inventarci un Comitato, per tentare di sbloccare l’impasse creata dai capriccetti politici del sindaco di Grado, Dario Raùgna e provare ad ammorbidire la vendicativa reazione dell’assessore regionale al turismo, Sergio Bini, deciso a “farla pagare” ai gradesi, ci stiamo rendendo conto dell’inutilità del nostro impegno.

Figurarci contare sulla pia illusione di un rinsavimento della politica comunale e regionale, soprattutto quando le soluzioni sono nelle mani di due Narcisisti, convinti di essere i padroni assoluti di un territorio più o meno grande.

Ancor più fantastico pensare che una non – comunità, come quella della gens graulensis, sia nelle condizioni culturali di farsi promotrice di una sollevazione popolare, che avesse come scopo la difesa dei propri diritti.

Troppo abituati a lasciar perdere, maggiormente a proprio agio nella pratica del “no me intrigo” e, in fondo, poco avvezzi alla lotta per la conquista di quanto spettante, gli abitanti di Grado hanno abdicato da tempo al progetto Nuove Terme, preferendo il letargo politico nel quale si dorme comodamente.

Calato un pesante sipario sulla discussione e spente le ultime miccette mediatiche pregne unicamente di accuse reciproche di inerzia istituzionale, l’assenza totale di contenuti e il silenzio tombale sul proseguimento del progetto, si sono sostituiti al dialogo risolutivo.

Dovremmo rassegnarci, noi che ci siamo illusi di sbloccare l’infantile baruffetta esibita da due marmocchi spocchiosi, proponendoci come mediatori (ma ci riproveremo) e tutti quelli che in quasi un decennio (…) hanno prima creduto e poi sperato che, sull’ingessata isola di Grado, si aggiungesse un’opera pubblica capace di attrarre ospiti e dare nuovo impulso al turismo.

Forse, veramente si attende l’uscita dei “civici” per riprendere il discorso interrotto o, forse, i danari destinati alle Nuove Terme hanno già preso un’altra strada più “redditizia” politicamente. In ogni caso, i tempi si allungano e l’opera rimane tristemente un rendering sulla carta.

Di sicuro “qualcuno”, prima o poi, ne risponderà.

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

Related posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.