C’E’ SINDACO E SINDACO…

di Raffaele Lisco.

Ci sono sindaci capaci di ridursi le indennità e sindaci che se le raddoppiano

Uno dei tanti cavalli di battaglia con i quali nel 2016 Dario Raùgna si era proposto ai gradesi, con lo scopo di guadagnarsi la fiducia per diventare sindaco di Grado, fu la promessa di dimezzarsi l’indennità una volta eletto.

Come sia andata veramente lo abbiamo visto tutti. La reale riduzione del 50% della “paghetta” della Giunta, delibera attuata da Claudio Kovatsch mentre era il Commissario Straordinario di nomina PD, non appena sostituito dal “civico” Dario Raùgna, si trasformò nell’immediato raddoppio necessario per tornare alla cifra iniziale.

Non bastasse la retromarcia deliberata a favore proprio e dei suoi assessori, il “bisognoso” Raùgna non ha esitato a permettere al suo vice, Matteo Polo, la concessione di potersi aumentare lo stipendio fino a raggiungere la cifra di circa 2.000 (duemila) euro mensili, comprensivi di conguaglio retroattivo.

La stampa locale, ci racconta di come un politico della stessa parte politica di Raùgna, il sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan, abbia scelto la via opposta, attuando la riduzione del 10% delle indennità della sua maggioranza e l’eliminazione del contributo economico concesso agli amministratori in “missione”.

Considerando che il Comune di Staranzano (GO) conta circa 7.300 residenti, meno di un migliaio di cittadini di differenza rispetto al “roboante” Comune di Grado, località che raggiunge gli 8.000 abitanti (più o meno reali…), il “furbo” inserimento dell’isola nello speciale settore come “località turistica”, per poter giustificare il valore delle indennità concesse ai comuni di livello superiore, regala a Raùgna la bella sommetta di circa 3.500 (tremilacinquecento) euro netti mensili.

Il sindaco Riccardo Marchesan, anch’egli di appartenenza “sinistra” (come Raùgna), penalizzato dai numeri anagrafici sfavorevoli, nonostante avesse come base imponibile meno di 2.000 euro mensili, ha scelto di defalcarsi il 10% del suo stipendio, somma da devolvere a chi più bisognoso.

Credo sia superfluo commentare sulla differenza morale, etica e politica che questa opposta visione economica dei due sindaci dimostra all’opinione pubblica. Quanto il primo (Raùgna) non molli nemmeno un centesimo del disponibile, si trangugi tutta la posta, attinga a ogni forma di “rimborso” presente a norma di legge e viva a scrocco dei contribuenti gradesi (…), tanto al suo omologo di Staranzano (Marchesan), non si può negare il giusto rispetto per chi sta dimostrando, con i fatti e non con la propaganda, di essere meno venale e attaccato alla greppia pubblica.

Facile cianciare “honestà” dal pulpito della campagna elettorale e poi, una volta rubacchiata la poltroncina, adagiarsi su un benefico letto di cazzi propri, fregandosene bellamente di quanto spergiurato in precedenza, solamente per “bullarsi” un tanto al chilo.

Nella già iniziata campagna elettorale, sarà divertente ascoltare le “nuove” Balle di Raùgna, atteso il fatto che lo vedrà nuovamente candidato per un secondo mandato come sindaco di Grado.

Perdutà la “verginità”, occorrerà una buona dose di fantasia per inventarsi nuove menzogne capaci di intortare una comunità che, ormai, conosce benissimo di quale spessore sia fatta la credibilità sua e dei suoi compagnucci…

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

 

 

 

 

Related posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.