EDITORIALE – JETTATORI “CIVICI”.

di Raffaele Lisco.

Quando porti sfiga, il tuo influsso nefasto ti segue ovunque

Questa sì che si chiama “promozione”, ovvero la capacità di rimanere nella Storia come “amministratori jettatori”. Il prossimo gadget omaggio per i turisti (idea da proporre al Consorzio), non potrà essere che un grosso corno scacciaguai marchiato Grado, oppure, una polizza assicurativa pagata dal Comune.

Sarà solo una coincidenza, forse sono io che rosico “bruciato dall’invidia” (Cit.), eppure è bastato pubblicare la fotografia di Matteo Polo (vicesindaco di Grado) assieme ad Alessandro De Marchi (ciclista professionista) ed ecco succedere la caduta rovinosa del partecipante alla 12° tappa del Giro d’Italia.

Fratture multiple, tantissime contusioni e uno spavento fortissimo tale da obbligare al ritiro dalla competizione nazionale l’atleta di casa nostra (vedi foto a lato).

Nemmeno pochi giorni dopo, ecco che un tronfio sindaco Dario Raùgna bardato di fascia tricolore, rafforzato dalla presenza del vice jettatore Polo, entrambi sotto orgasmo per aver dato il via alla partenza della 15° tappa Grado – Gorizia (con bandiera arrotolata…) non smentisce il nuvolone nero che accompagna i “civici” portasfiga.

Pronti via e, nemmeno due chilometri dopo, il pelotòn diretto verso Aquileia si frantuma sulla translagunare (un’autostrada piatta e dritta…), bloccando di fatto la corsa per raccogliere i cocci degli atleti caduti a terra. Tutti fermi per dare modo ai medici di rattoppare gli infortunati e nuova partenza da Belvedere.

Se poi vogliamo dirla tutta, partiti da Grado col sole, il resto della tappa i corridori se la sono fatta sotto la grandine (a fine maggio…), tanto per non credere alla potenza degli anatemi che i due CWC sono in grado di scagliare.

A pensare male si fa peccato e sono pronto a vergognarmi profondamente per la mia cattiveria, tuttavia due casualità fanno una prova, quindi, per non saper ne leggere ne scrivere, io preferisco girare alla larga dalla coppietta di “politici professionisti” del Comune di Grado.

Del resto, quella che in Giurisprudenza prende il nome di “Legge di Compensazione”, conferma che quando la fortuna esagerata va tutta verso un punto, come per Raùgna e Polo, regalando ai beneficati il “merito” acquisito di passare (unicamente per culo) dalla miseria alla paga sicura, poi per “compensazione”, appunto, per chiunque graviti a meno di dieci metri dai miracolati, ricade su di essi tutta la sfiga del mondo.

Sofferente per le dure prove alle quali il destino mi ha messo a confronto, mi manca solo di cadere sotto le “attenzioni” di sindaco e vicesindaco, per esalare l’ultimo respiro al quale sono miracolosamente scampato fino a oggi.

Voi fate come vi pare ma, “dopo”, non venite a dirmi che non siete stati avvisati…

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