ESCLUSIVO – RAÜGNA A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE.

di Raffaele Lisco.

Chi di querela ferisce, di querela perisce

Stabilita la data dell’udienza di rinvio a giudizio, in merito alla causa relativa alla querela per diffamazione, atto depositato da Adriano Bernardis contro il sindaco di Grado Dario Raùgna.

Il giorno 13 luglio c.a., presso il Tribunale di Gorizia, i legali delle controparti daranno inizio alla causa che vede imputato Dario Raùgna, per il reato di diffamazione (art. 595 c.p.), in solido col cav. Antonio Boemo e il quotidiano Il Piccolo.

Il fatto, è conseguenza delle “presunte” dichiarazioni diffamatorie  esternate, all’epoca, da Dario Raùgna contro Adriano Bernardis, affermazioni giudicate dal querelante lesive della propria immagine e valutate rinviabili a giudizio, dal Gup che ne ha preso in carico il procedimento penale.

Ricordo brevemente ai lettori che Dario Raùgna, aveva definito il Bernardis colpevole di aver cercato di truffare il Comune di Grado, depositando una fidejussione “fasulla”. L’atto, di cui si era intestato il merito della scoperta la compagine in opposizione, rappresentata all’epoca dallo stesso Raùgna (Liber@ – ndr) aveva avuto come seguito la pubblicazione su Il Piccolo e la denuncia alla Procura della Repubblica.

In seguito, è stata dimostrata la totale estraneità del costruttore gradese al reato denunciato dal Raùgna sulla stampa. Anzi, condannato il vero colpevole della tentata truffa, il Bernardis è risultato parte lesa…

Le suddette “presunte” dichiarazioni diffamatorie dell’attuale sindaco, erano state prontamente pubblicate, con grande risalto, sul quotidiano Il Piccolo, a firma del “bravo giornalista” locale Antonio Boemo (An.Bo.), anch’egli inserito nel “pacchetto calunnia” e che dovrà dimostrare la propria innocenza davanti alla Legge.

Questa è la mia risposta alla sfida che Dario Raùgna, durante la campagna elettorale per le amministrative del 2016, rimbalzò in ogni dove, invitandomi a rivelare il motivo per il quale affermavo che avrei potuto renderlo “incandidabile” al ruolo di sindaco di Grado.

Infatti, solo ora che la Giurisprudenza ha confermato i fatti, posso svelare che fui io (stupidamente) a convincere Adriano Bernardis a non denunciare il Raùgna per diffamazione (aggravata), ancora quando era solamente un semplice Consigliere Comunale d’opposizione, suggerimento accolto e del quale sono pentito ancora oggi, a sei anni di distanza…

Naturalmente, abbiamo rimediato immediatamente all’inutile e mal riposto “regalo” a un buffone che, in futuro, da “civile”, ormai privato di qualsiasi titolo e incarico pubblico gradese (nel rispetto della rotazione…), dovrà rispondere delle denunce a suo carico, che lentamente ma inesorabilmente, stanno procedendo nelle sedi opportune.

Il Karma recita: “…Chi di querela ferisce, di querela perisce…”.

®RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

Related posts