DARIO RAÜGNA PRONTO A SLOGGIARE.

di Raffaele Lisco.

Il “Profeta Lagunare” ha emesso un’altra delle sue profezie e, questa volta, anche il diretto interessato la sottoscrive.

E’ nota la mia predisposizione a leggere il futuro. Il “magico” dono di saper interpretare, prima degli altri, gli accadimenti prossimi venturi, mi hanno “elevato” al rango di Profeta.

Da tempo, sia su questo spazio, sia “live”, nei miei incontri con i massimi rappresentanti delle Istituzioni provinciali, regionali e nazionali, ribadisco convintamente, la sicura sconfitta del sindaco uscente Dario “Attila” Raùgna, alle imminenti elezioni autunnali per le amministrative del Comune di Grado.

Le motivazioni a supporto di questa mia “profezia”, ormai sono state dichiarate fin troppe volte e, come già spiegato in abbondanza, poggiano sull’analisi politica basata sulla matematica (proiezione dei voti), consenso cittadino, gradimento sul governo presentato, forza politica degli avversari contendenti e situazione istituzionale contingente.

La “diffidenza” iniziale di coloro che non uscivano convinti dalle mie “sicurezze” previsionali, piano piano ha lasciato il posto a una maggiore e sempre più diffusa condivisione della mia “visione”, riuscendo a partecipare sempre più figure politiche, di livello regionale, coinvolte nel  Progetto Grado 2021 – 2031, sul quale lavoro da anni.

Naturalmente parlo di posizioni “ufficiose”, di ragionamenti “segreti” e di aggregazioni “non dette”, formule classiche di rappresentanza della politica negata alla massa, operazioni svolte in modo “carbonaro” e all’insaputa di quelli convinti di essere i depositari delle strategie locali

Alla fine, il “buon lavoro” tessuto quotidianamente con tanta pazienza, la seduta alla “mensa” apparecchiata con gli obbligatori “rospi” da ingurgitare in abbondanza e la difficile condizione di non poter replicare a modo a quelli che ti perculano convinti di “aver capito tutto”, dovrebbe (in politica il condizionale è la prima forma verbale…) sfociare in quella che si può definire una “vittoria” sudata.

Di tutto questo, perfino il protagonista principale, sindaco “uscente” in carica, Dario “Bellodezzzzia” Raùgna, inizia a prendere coscienza

Non per caso, infatti, in camera caritatis, per sua stessa ammissione intercettata dall’ascolto di frasi rivelate al vento, senza immaginare di essere “spiato” dalle truppe del solito Lisco, l’ex Imperatore del Palù, sta iniziando a predisporsi mentalmente al ruolo di Capo dell’Opposizione, ovvero il ritorno al passato, l’iscrizione al Revival dei Rivoluzionari e la resa alla consapevolezza che la festa è finita.

Fedele al suo ruolo di falso, opportunista e infame menefreghista di chi gli sta intorno, Dario Raùgna andrà comunque fino alla fine, senza preoccuparsi del futuro dei suoi collaboratori, ai quali è riservata la fine degli sconfitti, convinto che il PD gli preparerà qualcosa di “ritorno”, come “paracadute” di ringraziamento, per aver ubbidito militarmente agli ordini del partito.

“…In fondo, stare all’opposizione del Comune di Grado, mi conviene…” il che, detto da quello al quale sarebbero state affidate le “armi” per mantenere il potere su Grado, suona come un dichiarato de profundis e una resa incondizionata al candidato sindaco del centro destra.

Meglio così.

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