CAMPIONI D’EUROPA (DI PROBLEMI…).

di Raffaele Lisco.

Evviva! Esultiamo per la meritata vittoria calcistica, mentre affondiamo sempre di più

Domenica 11 luglio 2021, esattamente a 39 anni di distanza dal quel fantastico 11 luglio 1982, quando “Rossi Tardelli & Altobelli” ci consegnarono il Campionato del Mondo di calcio, i ragazzi della Nazionale di Roberto Mancini hanno conquistato L’Europeo 202o. (2021).

Legittima l’esultanza generale, i cortei cittadini, la sbornia collettiva di un popolo costretto al “coprifuoco” per un tempo che ci è parso infinito e la predisposizione alla speranza che, questa vittoria sportiva, sia il segnale che i grossi nuvoloni neri portasfiga siano spariti dal cielo Italiano.

Eppure, visto col distacco del “cinico criticone disfattista”, questo festeggiamento circoscritto in una notte, si identifica con la “Sindrome da Drogato”, il sempre più breve periodo temporale del beneficio dello stupefacente, l’evanescente momento nel quale “stai bene”, placebo che, ahimè, precede la fine dell’effetto anestetizzante e il terribile ritorno alla realtà.

Panem et Circenses, oppio dei popoli (assieme alla Religione), il “circo” che Giovenale descrive nelle sue Satire, il metodo più sicuro per “addormentare” la folla e sviarla dai ben più gravi problemi che la politica non è in grado di risolvere.

Così, ci siamo prestati a dimenticare tutto quello che è accaduto dal 2019 a oggi, abbiamo accantonato i morti, i lockdown, lo smart working, i licenziamenti in arrivo, la perdita di competitività economica, la blindatura nazionale e le porcherie da “maggioranza politica allargata”, in cambio di qualche settimana di diretta tv “pallonara”.

Abbiamo vinto, Mancini è assurto a “eroe” nazionale, Mattarella è riuscito a non decomporsi durante i 120 minuti della finale contro l’Inghilterra.

Conte ha fatto “pace” con Grillo, Salvini ha incassato la “forte spinta alla vittoria” grazie alla Lega (…) in diretta Facebook, Letta si è intestato i rigori parati dal PD (…), la Meloni ha ribadito che l’inno nazionale si chiama “Fratelli d’Italia” e Berlusconi ha telefonato alla sua coetanea Elisabetta, esprimendole il suo più sentito “…mi consenta…”.

Purtroppo, già stamattina ci siamo svegliati in “astinenza”, la dose assunta domenica che tanto ci ha fatto stare bene, è svanita, andata, smaltita, per lasciare il posto al principio di “scimmia” che regala, al tossico praticante, mal di schiena, brividi, naso che cola, formicolio alle gambe e obbligo assoluto della ricerca spasmodica di un’altra dose.

Personalmente, vengo da una storia di vita per la quale questo tipo di patologia è “acqua fresca”. Sono “vaccinato” (autonomamente…) e la “scimmia” che ha vissuto sulle mie spalle per anni e anni è solo un lontano ricordo. Inseparabili, abbiamo condiviso gioie e dolori, ci siamo sputtanati interi patrimoni, quindi, niente sofferenza postuma per “quelli come noi”.

Al contrario, voi “perbenisti”, buonisti accoglienti, moderati disposti sempre a “porgere l’altra guancia” (e aggiungere la postura ad angolo retto…), credere alla montagna di balle che il Sistema vi propina quotidianamente e accettare la “colonizzazione” dell’ultimo arrivato, pronto a “sacrificarsi” per indossare il mantello del Divino “Salvatore della Patria”, preparatevi a soffrire.

La Scimmia non perdona e porta con sè tanto dolore fisico, psicologico e sociale.

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