EDITORIALE – I TALEBANI LAGUNARI.

di Raffaele Lisco.

I Talebani non occupano solo l’Afghanistan, da tempo vivono anche a Grado.

Mi fanno ridere i giornaloni che sparano articoli a raffica sulla nuova invasione Talebana in Afghanistan. Evidentemente, non sono a conoscenza che, qui da noi a Grado, i Guardiani della Rivoluzione (…) vivono, prosperano e governano da oltre cinque anni.

Volendo essere pignoli, già dal 2011 i “Talebani del Palù” erano entrati in Consiglio Comunale e, seppure in opposizione, l’Integralismo politico e religioso dei suoi Mullah, Dario “Akbar” Raùgna (nella foto Interpol), Fiorenzo “Shari’ah” Facchinetti e Fabio “Mujāhidīn” Fabris (gruppo estremista mascherato da “civico”), si era subito impossessato della politica gradese.

Intransigenti, cocciuti, assolutisti, vendicativi e bugiardi (ritratto spiaccicato del perfetto Talebano), i nostri eroi della Salvaguardia Popolare, avevano iniziato da lontano la loro missione punitiva contro gli “speculatori”, i “fascisti” e la “feccia” da cancellare senza pietà dal territorio.

Portatori della Verità Assoluta, estensori dei Regolamenti Polizieschi (mai attuati…) e Baluardi della Democrazia Unilaterale, i Talebani tipicamente graisani, grazie alla stupidità dimostrata dai loro avversari (come nella realtà geopolitica…), avevano sfruttato a loro vantaggio anche la minima debolezza del “nemico”, arrivando a conquistare il territorio senza trovare alcuna resistenza.

E’ stato un gioco da ragazzi, una volta occupato il Palazzo, spadroneggiare su di una comunità incapace di farsi valere, riempire di menzogne un popolo in svendita e raggirare l’avversario politico, offrendogli briciole di potere tanto gradite alle mezze calzette locali.

Senza dover usare la violenza fisica ma facendo larghissimo uso di quella Giuridica, avanzando a colpi di denunce regolarmente negate per vigliaccheria (…), inventandosi nemici inesistenti e raccontando le più fantasiose balle desiderio degli elettori boccaloni, i Talebani “nostrani” ci hanno preso talmente gusto, che ci riprovano anche per il prossimo giro.

Detto questo, la domanda che mi e vi pongo, tuttavia, è come mai Dario Raùgna & Friends non si siano ancora pronunciati in favore dei propri “fratelli” Afghani, non si siano schierati mettendo a disposizione il Comune “proprietario”, proponendo un “corridoio umanitario” per offrire aiuto sociale, come fecero nel 2017 per i “profughi” africani.

Mi sbaglierò ma, forse, sotto elezioni imminenti dove la posta in palio sono altri cinque anni di “paghetta” garantita, il titolo onorifico di sindaco, assessore e consigliere di maggioranza e il possesso del potere assoluto locale, scegliere di praticare coerenza morale e replicare la volontà di offrire la conseguente accoglienza umanitaria, porterebbe a una garantita perdita di quel consenso indispensabile per provare a rivincere le elezioni e non dover tornare a cercarsi un lavoro vero…

Talebani Lagunari? Certo ma non al punto da diventare Integralisti del Masochismo…

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