EDITORIALE – “…DOVREI FARCELA…”

di Raffaele Lisco.

Alla Riffa Elettorale, puntare tutta la posta, può lasciarti in mutande

Nonostante siano quasi trent’anni che partecipo, come tecnico, a varie campagne elettorali di qualsiasi tipo, ancora non ho imparato che la parola del politico di turno vale meno della carta straccia sulla quale firma l’accordo.

Credo di poter affermare, senza pericolo di smentita, di aver “miracolato” un nutrito battaglione di dilettanti allo sbaraglio, gente presa dalla strada (senz’arte ne parte) e trasformata in “eletto” accessoriato di poltrona lautamente retribuita. Democraticamente (…) senza fermarmi a considerare distinzioni ideologiche di destra, sinistra, centro e civismo, grazie al mio “lavoro”, ho reso “qualcuno”, dei personaggi nati palesemente come “nessuno”.

Confermata la mia inconfutabile “esperienza” personale nel settore, vorrei mettere a disposizione dei “nuovi” partecipanti alla Riffa Elettorale di uno dei qualsiasi Comuni al voto, il suggerimento di approfittare della lezione aggratis, quanto meno per evitarsi spiacevoli e dolorose conseguenze dovute alla concessione della propria fiducia, mal riposta, verso i “promettitori” di professione.

Questi sono i giorni nei quali un esercito di giuggioloni è preda di pochi furbacchioni bisognosi dell’aiuto degli “utili idioti”, ometti e donnette soggiogati dal canto delle sirene che promettono loro facili seggi di comando, paghe pubbliche e onori paesani, miraggi fino a oggi solamente sognati da menti deboli e caratteri facilmente abbindolabili.

In nome della “vittoria”, indossata la splendente armatura e armata la mano contro il “nemico” da annientare (…), plotoni interi di “minus quam merdam” escono dalla trincea casalinga per sfidare a petto nudo la mitragliatrice nemica. Tutti plagiati dal “capo”, ipnotizzati dalla parlantina del Pifferaio Magico, in fila come sorci ordinati destinati al suicidio in nome della “giusta causa”.

Nessun dubbio, nessuna titubanza, solo la granitica certezza di essere dalla “parte giusta”, magari dopo aver sparso a piene mani (prima) bestemmie impronunciabili contro lo stesso soggetto col quale limonano (adesso) incestuosamente e senza alcuna dignità. Un Laocoontico groviglio di corpi senz’anima, il pastone indefinito composto da opportunismi (s)venduti come “soluzioni” per il Paese, lo squallido mercimonio figlio del Mercato delle Vacche.

Per me che ci sono già passato troppe volte (…) il sentimento che provo nei confronti di questi illusi, è quello composto da un misto di tenerezza e compassione. La consapevolezza delle sonore batoste che saranno la “paga” del 90% delle “truppe” al seguito dei Komandanti e la previsione delle brucianti delusioni che regaleranno “esperienza di vita”. Proprio com’è successo a chi si vende come “più intelligente” ma, in realtà, è stupido come gli altri…, solo più vecchio e quindi già consumato mestierante.

Non dimenticate MAI che UNO SOLO vince l’intera posta, quattro o cinque si seggono nei posti che contano e TUTTI GLI ALTRI, tornano a casa col grande risultato di scontare un fastidioso bruciore sotto la schiena (…) e la voglia di maledirsi per essersi dimostrati, volontariamente e con entusiasmo, carne da macinato disposta a farsi cucinare ore e ore a fuoco lento,  per preparare il gustoso ragù riservato al più furbo di tutti

Se state pensando a quanto vi riconoscete in questa descrizione da sodomiti consenzienti, pensate che c’è di peggio. “Dopo”, potreste anche ritrovarvi “pitturati” su GradoSpia

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