ESCLUSIVA – LETTERA APERTA A CLAUDIO KOVATSCH.

di Raffaele Lisco.

Il sig. Antonio Esposito (nella foto) ci invia, in ESCLUSIVA, sua lettera aperta al candidato sindaco di Grado, Claudio Kovatsch, con preghiera di pubblicazione.

Caro ex Commissario,
a scriverLe è un uomo di 33 anni che a Grado è arrivato per la sua professionalità e per amicizia con un bellissimo gruppo di gradesi (Grado Incontra – ndr). Il mio nome è Antonio Esposito.
Mi piacerebbe farLe leggere tantissime cose che ho scritto su Grado nell’ultimo anno, inviti e descrizioni, di quest’angolo di paradiso ma, dato che so quanto Lei sia impegnato per tenere insieme quell’Armata Brancaleone di partiti che si porta dietro, Le risparmio i noiosi testi storico descrittivi a cui Le accennavo poco fa, per soffermarmi su un argomento che Lei stesso ha messo come punto principale della sua presentazione, nel quartiere dove vivo.
Ci siamo incrociati fisicamente per la prima volta l’altra mattina ma, con i moltissimi che oggi fanno da portatori d’acqua a Lei e ai progetti elettorali del Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ci eravamo conosciuti e confrontati già molto tempo fa e per molte settimane. Ero convinto di trovarLa immerso in un bagno di folla e, venuto per imparare, la parte comunicativa che ho constatato mi ha molto deluso.
Vengo al dunque. La sua pacata immagine stride (non poco), con quella della schiera di “haters” e “leoni da tastiera” che si porta appresso come candidati e come sostenitori. Le faccio un breve elenco dei suoi “fiancheggiatori” che non rispettano gli accordi presi sulla correttezza della campagna (accordi che Lei predica durante gli incontri pubblici…), in quanto era stata addirittura fatta una riunione per decidere assieme e vivere la campagna politica in un clima di confronto aperto, leale e pulito.
Sandro, Vinicio, Irina, Maria, Roberto e altri di cui purtroppo dovrei pubblicarLe, a controprova delle mie affermazioni, i nomi sugli screenshot (se non sapesse sono le schermate del computer) sono solamente alcuni nomi di persone a Lei vicine, pronte a minacciare e insultare il sottoscritto, con non poca acrimonia. Onestamente, finché ci si accanisce sui Socials sulla mia persona (solo perché incapaci di controbattere) la cosa mi lascia parecchio indifferente. La situazione diventa inaccettabile, quando si sfocia in falsità e cattiverie non vere. La domanda è: come può certa gente guardare in faccia figlie e figli, dopo aver asserito in giro per il mondo Gradese che il sottoscritto è “…uno che picchia le donne…”, “…un finto buonista…” e “…aspetta che ti incontro per strada e vedi…?” Naturalmente, su questi fatti, ho attenzionato chi di dovere nelle sedi preposte e con la speranza che restino solo chiacchiere (ne sono convintissimo, anche perchè in realtà, la vigliaccheria è un mantra, per questi personaggi…) vado oltre.
Ultime righe per salutarLa, informandoLa che, sotto la sua veste da “moderato”, si nascondono almeno 10 lupi pronti a lavorare ai fianchi i suoi avversari (politici).
E’ al corrente, esimio dottore, della subdola strategia usata dai candidati della Sua lista e da quella dei Suoi alleati di Forza Italia?.

Consapevole che non avrò mai risposta a queste domande, so perfettamente che, molto meno “onorevolmente”, anche a Lei conviene che le cose vadano in questo modo vergognoso e che, quelli che La aiutano nella sua corsa, è meglio che FACCIANO FUORI chiunque pone loro delle domande scomode o La obbligano a fornire risposte imbarazzanti.

AugurandoLe una buona campagna elettorale, sulla quale mi sono permesso di esprimerLe la mia opinione negativa, Le porgo 

Formali saluti.

Antonio Esposito.”

Che dire? Credo sia inutile aggiungere il mio commento, alla chiara e inequivocabile esternazione del sig. Esposito. Basta leggere, per capire quanto la falsità dimostrata dai candidati espressi dai partiti emerga in tutta la sua prepotenza. Almeno, per chi riesce a guardare un po più in là del proprio naso.

Oggi è stato il turno di Claudio Kovatsch di deludere un cittadino. Domani sarà quello di Dario Raùgna, sindaco uscente in “vantaggio” di cinque anni (in tema di “delusioni”) rispetto al suo simile di Tavagnacco…

Per quelli come me, una grande soddisfazione sapere di non essere rimasto l’unico fermamente convinto di non voler essere “suddito” di nessuno

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