GRADOVOTA – LA TELECAMERA NON PERDONA…

di Raffaele Lisco.

Avrete visto, su Telefriuli, il confronto televisivo tra i tre candidati sindaci di Grado, andato in onda ieri sera 22 settembre. Io c’ero, purtroppo…

Preparare e condurre una campagna elettorale, per uno o più committenti, non è una cosa semplice come in tanti pensano. Certamente, quando il candidato è una vecchia volpe della politica, un consumato istrione arringa popolo e uno scalda folle da comizio, il lavoro dello stratega comunicativo diventa una passeggiata.

La questione diventa molto diversa, quando il personaggio da gestire presenta carenze palesi, sia sul piano dialettico che su quello emozionale e, invece di seguire le istruzioni di chi chiamato per correggere e migliorare il difetto, pensa scioccamente di essere “superiore” e, inevitabilmente, al primo confronto pubblico importante, ne esce con le ossa rotte.

Per chi ieri sera 22 settembre, alle ore 21 ha voluto regalarsi un’oretta di sadico divertimento, sintonizzando la propria televisione sul canale di Telefriuli e avesse visto e ascoltato i tre candidati sindaci per il Comune di Grado, Claudio Kovatsch, Dario Raùgna e Maurizio Delbello, raccontare i loro programmi ai potenziali elettori, la visione di tre ometti che definire “imbarazzanti” sarebbe un’eufemismo gentile (…), ha spiegato più di un motivo per il quale un gradese, mediamente intelligente, non dovrebbe nemmeno avvicinarsi alle urne il 3 e 4 ottobre

Sui tre, il sindaco uscente Dario Raùgna si è “elevato” (mediaticamente) di una spanna, per capacità di autocontrollo, intelligenza nel saper gestire la tempistica e furbizia nel non lasciarsi distrarre dall’avversario. Se non lo conoscessi troppo bene, non sapessi della sua conclamata tendenza alla menzogna e non avessi subito oltre cinque anni di amministrazione dittatoriale capace di spaccare l’unità della comunità gradese, sicuramente mi avrebbe convinto a votare per lui.

Un’imbarazzante Claudio Kovatsch, il candidato che si fa “raccomandare” in piazza dalla rappresentanza politica romana e triestina, comparsa aggiunta del presidente, sottosegretario, senatrice e/o Ministro della Repubblica calato sull’isola come un “visitor” spaesato, curiosamente, agli appuntamenti “altri”  si presenta solo come un cane. Kovatsch davanti alle telecamere, è stata la plastica rappresentazione di chi va elogiato come “bravo ragionere” (come Fantozzi) ma non appena sale in cattedra la competenza politica, meglio stendere un velo pietoso sul Joe Biden de Tavagnàc.

Una presenza “vecchia”, postura antica, esposizione balbettante, troncato sistematicamente dal gong di “deadline”, la voglia di essere “moderato” che diventa la rappresentazione dello “sconclusionato” e la dimostrazione al telespettatore di possedere la stessa grinta di un criceto sulla ruota…

Per ultimo, Maurizio Delbello, istruito fino allo sfinimento, accessoriato di “gobbo” completo di tutte le risposte, accompagnato dalla “vicesindaca” Elisabetta Medeot e da un avvilito responsabile comunicazione & immagine (…) pronto al suicidio a fine trasmissione, ancora vivo solo perchè salvato in extremis da una generosa collega locale…

Il buon Maurizio non è materia per comizi. Si capisce lontano un chilometro che, nemmeno con l’auricolare e il suggeritore, riuscirebbe a esporre i concetti scelti per impressionare il pubblico. Immerso nel “suo” mondo nel quale rifugiarsi, non ha prestato attenzione a nulla, impegnato a scrivere le sue memorie mentre i suoi avversari parlavano, fuori tempo per difetto, tanto da regalare buona parte degli spazi a disposizione.

Pazienza, colpa mia che non ho saputo “addestrare” meglio il mio assistito, anche se, per fortuna, le mancanze si sono diluite nel brodo mediatico di tre dilettanti uno peggio dell’altro…

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