GRADOVOTA – CHI E’ IL FAVORITO, OGGI?

di Raffaele Lisco.

Siamo a una settimana esatta dal giorno del voto, qual è la situazione?

La campagna elettorale gradese procede, stancamente, verso il Giorno del Giudizio. Osservati dall’esterno con l’occhio dell’analista politico, i tre candidati al posto di sindaco di Grado, Dario Raùgna, Claudio Kovatsch e Maurizio Delbello, stanno conducendo azioni persuasive sul territorio, totalmente diverse l’uno dall’altro.

Il sindaco uscente Dario Raùgna, consapevole di dover scontare il prezzo di una legislatura che non ha soddisfatto la maggior parte dei cittadini di Grado, la sciocca convinzione dell’utilità di blindare la propria maggioranza e usare qualsiasi mezzo (etico e non…) per censurare ogni tipo di critica o dissenso a lui rivolto, ha scelto di utilizzare il mezzo “democratico” del candidato “popolare”, quotidianamente immerso tra la gggggente, la stessa che ha disprezzato per oltre cinque anni.

In più, sfruttando la sua posizione privilegiata di sindaco, invece di stoppare l’iniziativa governativa, come si usa fare a pochi giorni dalle elezioni, spreme fino all’ultima goccia la cassa comunale per regalare importanti marchettoni ai potenziali elettori riconoscenti per il gentile pensiero. Tipicamente “Raùgnico”, la scorrettezza fatta persona.

Il “fu” civico Bellodezzzzia, rischia moltissimo in questa tornata elettorale. Pur nettamente superiore per strategia, mezzi e capacità oratoria, rispetto ai suoi debolissimi avversari (nel merito), se dovesse uscire sconfitto alle elezioni, sarebbe la palese dimostrazione della bocciatura cittadina, conseguenza (incompresa) del suo “buongoverno”. Tradotto in parole semplici: “…va a casa, bèlo!…”.

Claudio Kovatsch, l’espressione del Sistema, front man di sinistra dei partiti di centro destra incapaci di presentare un loro candidato cresciuto internamente e costretti a ripiegare su un “foresto” friulano, per risolvere le stupide baruffe tra gradesi sempre pronti a farsi la guerra l’un l’altro…

“Nonno Nanni”, sta dimostrando tutto il suo analfabetismo politico, l’assenza di quella “competenza” usata come cavallo di battaglia per vincere sui “dilettanti” della sinistra, narrazione errata che confonde la capacità di saper “far di conto” con quella di essere leader. L’uomo e tutto il suo codazzo di Ministri, presidenti, sottosegretari, senatrici e sindaci allegati, ha puntato tutto sugli “sponsors” romani e triestini, perdendo di vista il contatto con gli elettori.

Candidato alla vittoria per manifesta superiorità numerica (5 liste e una potenza di fuoco politica importante), il Joe Biden de Tavagnàc, avrebbe la vittoria in tasca, se però sparisse dalla circolazione fino al 5 ottobre. Al contrario, ogni volta che parla in pubblico perde un centinaio di voti e questo, a lungo andare, potrebbe anche riservare delle sorprese clamorose che, a Grado, non mancano mai

Ultimo ma non meno importante, il “terzo incomodo” Maurizio Delbello, è quello meno considerato dei tre. Vaso di Coccio tra i Vasi di Ferro, relegato al ruolo di semplice “disturbatore” di nessun pericolo. Eppure, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, l’Asparago Gigante da Fossalon, l’ex distruttore di maggioranze e il fu assessore della giunta Olivotto, incassato il decisivo supporto di Elisabetta Medeot e il possesso di un Programma ricco di Progetti molto apprezzati, sta rosicchiando quote di mercato sempre più importanti e sta convincendo quella grande percentuale di indecisi che non voterebbero mai Raùgna e Kovatsch gli sta sul piloro.

Una settimana ancora, pochi giorni che saranno decisivi per stabilire chi sceglieranno gli elettori di Grado, a chi decideranno di dare la loro fiducia per i prossimi cinque anni e se preferiranno stare sotto un governo pilotato dai partiti, oppure restare indipendenti e padroni della loro isola, scegliendo chi è sceso in campo con lo slogan “Amo Grado”.

Non Trieste e/o Roma

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