EDITORIALE – “…A FRA’, CHE TE SERVE?…”

di Raffaele Lisco.

Raga, questo è il momento giusto per spremere il politico

Sappiamo tutti che i politici, una volta ottenuta la poltrona, sono “impossibilitati” a mantenere le promesse spergiurate in campagna elettorale.

Non per loro colpe (…) ma a causa della “burocrazia”, delle “norme europee”, dei “patti di stabilità” e perfino degli avversari politici che comandano a livello superiore…

Insomma, “crederci”, è diventato un esercizio riservato ai meno dotati, ai tifosi senza se e senza ma e alla folta schiera di quelli per i quali è sufficiente pubblicare su facebook il selfie con l’onorevole sconosciuto, per sentirsi “importanti”.

Per tutti gli altri, l’unico divertimento praticabile “prima” del risultato elettorale (“dopo” è inutile…), resta quello di farsi concedere, dal candidato di turno, qualunque richiesta immaginabile. Pur sapendo benissimo di partecipare a un diabolico “gioco delle parti”, la piccola soddisfazione di avere l’attenzione di colui (o colei) in futuro ti considererà meno di niente, aiuta a sentirsi meno sudditi.

E allora avanti col tripudio dei “passi carrai”, il diluvio di assunzioni parentali, concessioni imprenditoriali, sviluppo delle progettazioni, aumento garantito di quanto non esiste, certificazione degli investimenti nei settori del richiedente e spergiuro della massima attenzione sui problemi esposti.

In fila, davanti al “buffet” gentilmente offerto dal “generoso” candidato (o dal suo sponsor…), diventiamo tutti amici. Grandi sorrisi, a trentadue denti, tra persone che non si possono vedere, chiacchiere “amabili” con gente con la quale non parli da anni e perfino l’occasione per ricomporre faide familiari in corso da decenni.

In verità, onestamente, la gggggente si è stufata di partecipare al Teatrino della Politica, ormai ha capito come funziona l’andazzo e non ci sta più a farsi “perculare” dallo scontato imbonitore tipo “Mastrota”, obbligato a rivenderti lo stesso set di pentole piazzato cinque anni prima, pena la perdita del salvifico bonifico mensile

La pietosa bugia raccontata sui Socials della presenza di “…grandi folle partecipanti…”, serve più a lenire la certezza di una sconfitta annunciata e annacquare la dimostrazione palese dell’abbandono degli elettori, soggetti ormai consapevoli del “valore” del piazzista pubblico in scena.

Sale vuote, banchetti deserti, fotografie in “campo stretto”, tutto studiato per non far vedere le assenze popolari, queste le immagini che vedo sulla campagna elettorale gradese. L’errore mediatico di fotografare una sala dove sono facilmente riconoscibili i volti dei candidati e loro parenti al seguito, unici partecipanti al comizio

Un minimo di eccezione per Maurizio Delbello, forse l’unico che sta aggregando consenso intorno alla Lista Civica che lo sostiene, probabilmente perchè incarna la figura del “disturbatore” e alla gggggente, si sa, la protesta piace sempre.

Non resta che approfittare biecamente di questa situazione, portare a casa cibo e bevande, garanzie e promesse, gadgets e benefits. Tutto quello che si può incassare con la semplice (e falsa) promessa del proprio voto al candidato supplicante…

“…A frà, che te serve?…”

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