EDITORIALE – TE LA DO IO LA GIT…

di Raffaele Lisco.

Novembre, periodo di “trombature” per i giuggioloni che ci hanno creduto…

Consola scoprire di non essere l’unico frescone fankulato dai politici professionisti (e dilettanti). Il detto “mal comune mezzo gaudio”, se non guarisce le ferite almeno lenisce il bruciore di quelli che, come me, ancora fanno fatica a sedersi senza provare dolore

Praticamente, i rappresentanti di tutto l’arco costituzionale locale e regionale, a turno, si sono divertiti a spergiurare la loro “onorabile” parola, offrendomi “futuri” posti di lavoro, retribuzioni virtuali e onori “alla memoria”, in cambio del mio impegno immediato. Naturalmente, dal maggiore al minore (in ordine d’importanza rappresentativa), una volta ottenuta la mia “verginità” e consumati i loro porci comodi, se ne sono ben guardati dal mantenere la parola data, lasciandomi “sedotta e abbandonata”.

Per fortuna, da vero “amico”, per non lasciarmi solo a rappresentare la categoria degli “illusi deflorati”, l’ex sindaco e consigliere regionale Roberto Marin mi è venuto in soccorso, sacrificando il suo culetto per pura solidarietà col sottoscritto. Un gesto nobile, anche se “a sua insaputa…”.

Succede che l’accordo siglato a primavera inoltrata di quest’anno tra il presidente FVG Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale al turismo Sergio Bini e il mio “fedele” amico Roberto Marin, patto che prevedeva il ritiro di quest’ultimo dalla corsa elettorale per le elezioni comunali di Grado, a favore del preferito Claudio Kovatsch, in cambio della “garantita” presidenza della GIT S.p.A., sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) “momentaneamente” rimandato, lasciando il “convinto” Roberto Marin col classico pugno di mosche in mano.

Già da tempo, le mie fonti “sussurravano” dell’esistenza di un importante fronte politico di centro destra fermamente contrario alla nomina di Marin alla Git e, molte indiscrezioni “fuori onda” di autorevoli parlamentari e rappresentanti locali della Lega e di Fratelli d’Italia, mi ribadivano la notizia. Adesso, la rivelazione ESCLUSIVA, al sottoscritto, di un attore protagonista della scena, ha confermato che il “riesumato” rappresentante di Forza Italia, difficilmente diventerà presidente della partecipata regionale, almeno non prima della fine del prossimo anno (2022).

Com’è noto, l’attuale Amministratore Unico Alessandro Lovato, è stato “prorogato” al mese di aprile 2022 e, per sua stessa ammissione confidenziale, al massimo potrebbe accettare la scadenza della sua gestione non prima di marzo dello stesso anno.

Di sicuro, l’attuale A.U. della partecipata, persegue come obbiettivo la sua uscita non prima di aver lasciato i bilanci in positivo. Di conseguenza, l’annunciato cambio di governance della Git S.p.A. tra Lovato e Marin entro l’anno in corso, è già storia superata

Chiunque, a Grado e non, sa perfettamente che la preparazione di una stagione turistica estiva inizia a ottobre/novembre dell’anno precedente, attesa la scelta delle strategie gestionali, gli indirizzi di marketing turistico e il reclutamento della forza lavoro (dirigenziale e operativa). Difficile quindi l’ingresso “in corsa” (in periodo pre-Pasquale) di un nuovo management disposto a farsi carico dello sviluppo delle decisioni altrui…

Naturalmente, è sempre possibile la scelta di affidarsi a una “romanella” di facciata, ovvero nominare presidente Marin e lasciare il comando a Lovato

Personalmente, avrei molto da dire, nel merito, soprattutto dimostrato il mio ruolo nella faccenda (…), primo “sodomizzato” proprio da quello che avrebbe dovuto dimostrare molta più lealtà e riconoscenza, nei confronti non solo miei ma delle tante persone che si erano adoperate per “miracolare” il traditore prossimo tradito

Probabilmente, prima o poi, anche Roberto Marin otterrà la sua “resurrezione politica” (nonostante tutto glielo auguro) ma, la mia sensazione (almeno per i prossimi mesi) è che per il “furbetto” lagunare, l’unica attività possibile sarà ancora quella di “gonfiare gommoni”. Sempre che i suoi “Prosperi” datori di lavoro accettino di fargli da paracadute e continuino ad accreditargli la paghetta mensile.

Vale per tutti, anche per i raccomandati lesti a tradire i “camerati” per interesse personale. Oggi a me, domani a te

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