EDITORIALE – QUANDO LA “FECCIA” DIVENTA ASSESSORE…

di Raffaele Lisco.

Renato Bonaldo: Quando la “feccia” diventa assessore e tu non lo avevi nemmeno immaginato

La vita è strana e, quasi sempre, assume le sembianze di un’imprevedibile palcoscenico dove mettere in scena lo spettacolo deciso dagli Dei.

Commedia, Tragedia, Farsa o Pantomima, che si tratti di ridere, di piangere o di far riflettere un pubblico, in una  rappresentazione teatrale normale, i guitti sul palco sono chiamati alla recita di una finzione che rispetta un copione visto attraverso gli occhi di un Autore.

Al contrario, nella vita reale la trama è scritta dal Destino, quello che si potrebbe definire come un “artista” capriccioso, beffardo, incostante e perfido. Nulla appare come dovrebbe essere e i protagonisti in commedia recitano, a loro insaputa, una sceneggiatura a loro sconosciuta.

Mi sia concesso l’aulico cappello introduttivo, per anticiparvi la descrizione, in prosa, dell’ennesimo scherzo di un Destino che si è divertito a sbeffeggiare chi credeva illusoriamente di “essere arrivato”, di potersi concedere il lusso di decidere chi degno di stare sulla lavagna dalla parte dei “buoni” e chi in quella dei “cattivi”.

Parlo dell’ex sindaco di Grado, Dario “Ramsete” Raùgna, un ometto folgorato dalla superbia del potere, quello che per cinque anni si è sentito Dio (IO) e, dalla cima della sua “Piramide” ha selezionato chi degno del Regno dei Cieli e chi indegno di far parte del suo Cerchio Magico. Quindi, appartenente alla “feccia salita dal pozzo”.

La “feccia”, per Dario Raùgna, ha un volto, un nome e cognome, è stata addirittura dichiarata per iscritto (fregandosene delle conseguenze), nella persona di Renato Bonaldo (nella foto).

L’infamato (dopo mie pressanti sollecitazioni…) afferma di aver querelato, a suo tempo, il “diffamatore” eletto, tuttavia nulla si sa sul proseguio dell’azione giuridica contro l’ex sindaco di Grado, tanto che c’è chi dubita sulla veridicità delle affermazioni spergiurate dal “peluchèr” (barbiere) di Forza Italia.

Epperò, la riflessione su quanto la vita possa essere cinica e beffarda, va fatta nel merito di come si sia evoluta la temporalità a seguire, ovvero di come la “feccia” (salita dal pozzo…), alla fine della fiera, abbia ribaltato le posizioni di potere e ora abbia preso il posto del suo denigratore.

Faccio fatica a immaginare, il dolore acuto alla sacca scrotale che il Cazzaro Lagunare accusi, ogni volta che si veda opposta la “faccia della feccia” (…) la visione del volto gaudente di Renatino che lo fankula, senza nemmeno aprire bocca, bastante anche solo la sua esistenza da “maggiorente”, eletto nel Governo dell’espropriata ex isola proprietà di Bellodezzzzzia

Renato Bonaldo, è il nuovo possessore del biglietto vincente di quella lotteria virtuale che benefica i “miracolati” che hanno fatto “bingo” ma con la schedina giocata da un altro (…). Ormai, ho perso il conto di quelli che, quando non sono nessuno, vengono a chiederti di “ribellarti” in nome e per conto loro (…), salvo poi, a vittoria conquistata, riscoprirsi “governativi”…e indignati dal tuo comportamento “immorale”.

Poco consola il fatto di avergli creato un’associazione tutta dedicata a lui (Il Circolo della Feccia – ndr) e avergliene dato la presidenza. Ancora meno, resta il rimpianto per aver offerto al “decomposto” Bonaldo, un’altra occasione (vincente) per permettergli di raggiungere un obbiettivo altrimenti solo onirico, preparandogli il suo ingresso in campo (da ex panchinaro…) come sostituto dell’ex titolare ormai bruciato

La morale di tutto questo, è che la sfrenata rincorsa al successo a tutti i costi, l’impegno (inutile) dedicato a prevaricare gli altri, gli sforzi usati per sgomitare (come non ci fosse un domani), solo per appagare un Ego condannato all’oblio per evidente mancanza di talento, alla fine ti punisce, sbattendoti sul muso il conto da pagare.

Nell’imprevedibile fattualità del Karma, nel caso scolastico di Raùgna, può perfino succedere che il totale in fattura si palesi sotto forma della faccia di Renato Bonaldo, “feccia risalita dal pozzo” che, adesso, brinda felice alla facciaccia sua (e un pò anche alla mia…).

Tutto ti tornerà indietro, caro Raùgna, la lunga fila di quelli che stanno iniziando a cucinare gli stessi “piattini di merda” che tu hai costretto a ingurgitare loro, quando il cuoco eri tu, ha già acceso i fornelli. 

A me, unico privilegiato, grazie all’esclusivo trattamento “riservato”, resta la “soddisfazione” di aver avuto lo speciale onore di essere stato obbligato (per vie Giudiziarie) a fare anche la “scarpetta”

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