EDITORIALE – ASQUINI “PURGATO” DALLA CISINT.

di Raffaele Lisco.

L’assessore della Lega di Monfalcone, Massimo Asquini, è stato “dimesso” dalla sindaca Anna Cisint.

Il provvedimento sanzionatorio era nell’aria da tempo e, l’ormai ex assessore del Comune di Monfalcone, Massimo Asquini, aveva scelto di tirare troppo una corda già pericolosamente tesa. Alla fine, la sindaca Anna Cisint ha deciso di “dimettere” lo scomodo delegato e degradarlo a semplice Consigliere.

Massimo Asquini è stato uno storico militante della Lega Nord (oggi Lega Salvini Premier), uno di quelli del Gruppo del compianto Walter Sepuca, l’alfiere accompagnatore della Cisint fin dai tempi dell’opposizione alla sinistra della Altran e, dopo, fiero collaboratore di maggioranza.

Già Segretario Monfalconese della Sezione del Partito, Asquini era identificato come uno di quelli “convinti”, innamorato del suo “Capitano” e fedelissimo dei Kapò in Regione, sempre in prima fila ai gazebi, primo agli incontri e presente a ogni riunione col Popolo dei Padani.

Poi, con l’arrivo della pandemia, qualcosa si è rotto tra Asquini e (questa) Lega e, probabilmente, il gruppetto di critici alla linea “paracula” di Salvini e ancora di più a quella di Fedriga (…), nei confronti del Governo Romano, hanno condiviso un solco profondo che ha stravolto le convinzioni degli Asquini, Razzini, Pacor ecc.

Il “retrocesso” assessore, “messaggiato” in tempo reale, mi ha confidato tutta la sua delusione per una Lega che “…non è più la stessa di quando eravamo tutti entusiasti…”, amareggiato per il clima “…da raccomandati…” nel quale lui e altri vecchi militanti “…non si ritrovano più…”. Punti di vista da rispettare, se non altro per la coerenza dimostrata (nei fatti) da chi avrebbe potuto tranquillamente starsene ai margini e farsi comodamente gli affari propri…

Contattata ieri la sindaca di Monfalcone, gentilmente mi ha esposto la sua versione e girato in anteprima il Comunicato Stampa che leggerete sui quotidiani di oggi (quindi io non lo pubblico…).

Credo di essere l’unico (amante del rischio estremo) ad averle espresso la mia contrarietà nel merito per come gestita (troppo frettolosamente) la faccenda, senza dare al “reo” la possibilità mediatica di smussare ufficialmente gli spigoli e rientrare nei ranghi. La gestione in “privato” non vale nulla, nel “percepito” della ggggente…

Ha ragione da vendere la Cisint, quando afferma di essersi sentita colpita per il tradimento sulla dispensa “fiduciaria” concessa al suo assessore “ribelle”, tuttavia, dopo anni e anni di collaborazione, “cacciare” un amico e collaboratore in questo modo, solo perchè a “qualcuno” gli è saltata la mosca al naso (…) per me, “gentiluomo” di tempi scomparsi, resta una vigliaccata bella e buona.

Tutti sanno che “adoro” Anna Maria per come dimostra di essere più preparata, competente e “cazzuta” di tanti altri mezzi ometti “raccomandati”, però, atteso che non accuso Complessi di Sudditanza nei confronti di nessuno, avrei voluto vedere più “dolcezza” e comprensione nel “perdonare” (per l’ultima volta) il fratellino uscito dal solco.

La vicenda è stata gestita male da entrambi.

L’una per troppa fretta di “smarcarsi”, creando un “martire” e l’altro per aver sbagliato nell’aver sputato così platealmente nel piatto dove ha mangiato per anni. Legittimo rimanere coerente con le proprie convinzioni (che io non condivido ma rispetto) ma utopico e sciocco immaginare che un partito (la Lega, poi…) ti permetta di essere “ribelle” e contrario alla linea comune.

Adesso, i suoi detrattori avranno buon gioco a dipingerla come “fascista”, “carogna” e “burattino dei capi”, una descrizione che non sottoscrivo nella Anna Maria Cisint che conosco io…

Forse, parlarsi un po di più, non avrebbe portato a questi estremi.

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