EDITORIALE – LO SCAMPATO PERICOLO.

di Raffaele Lisco.

Il Presidente, Sergio Mattarella, ha ri-giurato la sua ri-nomina.

Nel preciso momento in cui il “diversamente nuovo” Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha certificato (in diretta televisiva) il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, si è sollevato sulla nazione un vento talmente forte da preoccupare tutte le sedi meteorologiche di controllo, nazionali e internazionali.

Si è temuto l’arrivo di uno tsunami sulle coste mondiali, conseguenza di un tifone generato dentro il Parlamento Italiano.

Solo dopo pochi attimi di panico, gli esperti hanno potuto stabilire che si era trattato solamente della pressione esercitata dalla somma dei Sospiri di Sollievo emessi dagli eletti, ometti e donnette terrorizzati dalla possibile perdita del mensile maturato (e della conseguente pensione), a condizione di arrivare a fine legislatura entro i limiti temporali di Legge.

Vi svelo un segreto che conosco solo io: i 52 applausi a scena aperta che i commentatori televisivi hanno attribuito al discorso di Mattarella, in realtà partivano quando dietro le spalle del “nuovo” Presidente, compariva la figura del Ragioniere Capo della Tesoreria di Stato, quello che “fa le paghe”. L’Uomo del Bonifico alzava il pollice in segno di “avvenuto accredito” e tutto il Parlamento scattava in piedi per spellarsi le mani

Scherzi a parte, quanto visto durante questa squallida tornata elettorale consumata per eleggere ancora lo stesso Presidente di prima (…), ha dimostrato alla maggioranza degli Italiani, che la politica attuale riesce a dare il peggio di sè, senza nemmeno la necessità di incentivarne il metodo.

Eppure, invece di presentarsi di fronte ai propri “datori di lavoro” (noi), chiedere perdono per le proprie miserie e promettere di smetterla di avere come unico credo l’obbiettivo di campare a scrocco sulla pelle dei cittadini “normali”, questi impuniti continuano a pavoneggiarsi  in televisione, rifilando ai sempre più incavolati elettori la panzana di aver confermato Mattarella e Draghi, “…per garantire al Paese la stabilità necessaria per fare le riforme…”.

Niente da fare, impossibile sperare in una catarsi da vergogna, auspicare quel minimo sindacale di rigurgito di coerenza o, almeno, aspettarsi la confessione di tenere alla paghetta più della stessa vita (…), dandoci la certezza di mantenere una pletora di nullafacenti per lo meno consapevoli di esserlo.

Quello che solo i meno ottusi di loro ha capito, è che a partire dalle prossime elezioni, fossero locali, regionali, nazionali o europee, col piffero che i “fankulati” elettori (noi) sprecheranno il proprio tempo per mandare in Paradiso l’ennesimo scroccone targato destra, sinistra, centro, movimentocivico.

Certo, gli “onorabili”, potranno sempre contare sullo zoccolo duro degli anziani pensionati, reclusi per i quali il giorno del voto serve per fuggire dall’ospizio, scappare dall’ospedale o concedersi un “cicchetto” di nascosto dalla futura vedova (anche perchè se li vanno a prendere direttamente con le associazioni…) ma, per qualsiasi altra tipologia di “autosufficienti”, dubito fortemente su di una partecipazione attiva che si traduca col segno della preferenza sulla scheda elettorale.

Saranno eletti, comunque, nonostante il segnale del popolo sarà forte e chiaro e il Partito dell’Assenteismo assumerà percentuali maggioritarie di grande rilievo. Diventeranno ancora sindaci, assessori, governatori, onorevoli o senatori, tuttavia, lentamente ma inesorabilmente, a ogni turno elettivo, gli “aventi diritto” scompariranno sempre di più, fino a quando a votare non ci andrà quasi nessuno.

Per chi ha sempre creduto che la Democrazia si esercitasse con la propria preferenza per l’uno o per l’altro, oggi, consapevoli della truffa nella quale abbiamo sguazzato come pesci rossi, abbiamo capito che il potere del popolo si sublima nell’esatto contrario: NON andando a votare per nessuno degli “uguali”, quelli che nella realtà non si differenziano tra loro su nulla, salvo abbaiarsi contro per finta

Solo per i gaudienti complici di QUESTA politica, ovvero chi ha un interesse personale nella vittoria di Tizio o di Caio, le elezioni avranno un significato per il quale il gioco valga la candela.

Per tutti gli altri, obbligati a mantenerli comunque (…), tanto vale schifarli.

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