EDITORIALE – LE BOLLICINE DI TRAVERSO…

di Raffaele Lisco.

Il centro destra gradese di Claudio Kovatsch è già alla frutta?

Le fotografie, sono il peggior metodo per riportare a galla ricordi superati dall’attualità.

L’immagine di testa articolo, ovvero la plastica riproposizione di un gruppetto di personaggi soddisfatti per aver sostenuto il loro candidato vincente, incomprensibilmente felici per la “trombatura” personale (…), sembra scattata secoli fa, atteso il capovolgimento del consenso cittadino solo cinque mesi dopo.

Da ottobre 2021 a febbraio 2022 sono trascorsi solo pochi mesi, eppure il “kompetente” gruppo, pregno di “onorabili” candidati, somma del polpettone imposto dall’agglomerato incestuoso di centro destra, si sta già sfaldando per colpa dei capriccetti dei soliti noti.

Sono bastati tre Consigli Comunali per evidenziare, pubblicamente, la dimostrazione dell’attuale profonda spaccatura interna nella maggioranza, “profezia” che avevo anticipato in tempi non sospetti, non tanto per attributi “divinatori” ma, più semplicemente, per profonda conoscenza dei pennuti del pollaio

Il sindaco Claudio Kovatsch, solo ora inizia a rendersi conto (perfino lui…) dell’enorme differenza che c’è tra vincere e convincere, l’incolmabile distanza che separa la “nomina” dirigenziale regionale dal peso della responsabilità di amministrare una comunità. Se poi il Comune si chiama Grado, ci vuole un fisico bestiale che l’Omo de Tavagnàc non possiede.

Premesso che le mie considerazioni sulle figure di cui mi permetto di commentarne le azioni non si basano sul tipo di tessera posseduta, religione praticata, sesso, razza o preferenze di genere, ne tanto meno del proprio privato (…) ma valutano esclusivamente le capacità professionali, ampiezza di vedute, studi ed esperienze culturali, dimostrazione di autocontrollo (e autoironia) e sul possesso di requisiti motivazionali da leader di gruppo, impossibile valutare positivamente chi difetta di un buon trequarti dello status indispensabile.

Ormai, sono più di tre amministrazioni che a Grado (ma non solo) l’obbiettivo dei partiti è UNICAMENTE quello di incassare un voto in più degli avversari politici, bullarsi in foto per la “grande vittoria” ottenuta e affidarsi all’Italico Stellone per il domani, fregandosene bellamente di non essere in grado di presentare ai cittadini nemmeno uno straccio di visione programmatica del futuro.

Legittimo, per carità,  in fondo il primo step indispensabile da conquistare è la vittoria, anche perchè da sconfitti non ci può essere alcun seguito. Tuttavia, è dimostrato storicamente che il “guadagno” immediato, entro un tempo brevissimo, scade in problematiche insidiose, scoperchia la fuoriuscita di veleni (solo apparentemente sopiti) e aumenta le invidie tra comari.

Quando le “coalizioni” sono formate da soggetti/e che, fino alla candidatura comune, si sputtanavano reciprocamente, prima governavano come membri degli opposti e, sempre prima, criticavano ferocemente quanto adesso plaudono convintamente, penso non serva aggiungere nulla all’evidenza degli opportunismi.

Condizioni perfette per scivolare dentro l’inizio della fine ed entrare nell’anticamera che precede la fuga generale di quelli che, fiutata l’aria malsana, iniziano a pensare come predisporsi egoisticamente per salvarsi le chiappette chiacchierate, prima di affondare con tutta la nave

Superfluo ricordare che nel mezzo di questa Fiera delle Vanità, settore che compete nel Campionato dei Dilettanti (…), quelli che ci mettono le terga sono i cittadini, colpevoli sodomiti meritevoli di quanto subiscono, incauti elettori per i quali il Primo Premio va sempre dato a chi le spara più grosse in campagna elettorale.

Peggio ancora, quella categoria di votanti che conosce perfettamente i difetti dei ri-candidati (perfino di quelli bocciati anni prima…), eppure li rieleggono con entusiasmo, dimostrando il possesso di una memoria storica da pesce rosso.

Il tempo della “Rendita Elettiva”, bonus capace di durare un’intera legislatura, è finito da un pezzo. Oggi tutto corre molto più veloce, i “komandanti” si fanno e si disfano in un amen, i bugiardi seriali vengono regolarmente smascherati dai “critici” muniti di piattaforme informative dal grandissimo seguito (…) e il vergognoso tentativo di raggirare la gggggente non paga più come un tempo, anzi, come un boomerang torna sui denti del retrogrado politichino.

Ecco perchè il “brindisi” appena consumato, inesorabilmente diventa “antico” e non è esclusa la possibilità che le bollicine ti possano andare di traverso

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