EDITORIALE – FEBBRAIO, PERIODO DI SALDI…

di Raffaele Lisco.

Perchè rivendicare un proprio diritto, quando basta mettersi d’accordo sul suo prezzo?

La notizia sul copyright del marchio “Grado Isola delle Donne”, esclusiva dichiarata dalla ex assessora dell’amministrazione “civica” del “fu” (politicamente) Dario Raùgna, dott.ssa Federica Lauto, si è rapidamente conclusa con la rinuncia alla proprietà del Diritto d’Autore, volontà dichiarata dalla stessa Lauto.

E’ bastata la “minaccia” di opposizione Giuridica del Comune di Grado, azione espressa a mezzo stampa sull’organo ufficiale dell’amministrazione di Claudio Kovatsch (Il Piccolo – ndr), per convincere l’ex assessora esterna alle Pari Opportunità, a recedere dalla rivendicazione del marchio di cui aveva affermato la paternità, con logo depositato e registrato presso la Camera di Commercio di Padova.

Non è necessario esprimere un particolare acume intellettivo, per comprendere il motivo per il quale la “presunta” titolare del marchio in discussione, abbia deciso di regalare il logo controverso al Comune di Grado, senza colpo ferire.

Basterebbe ricordare la spiccata predisposizione della dott.ssa Lauto nell’esercizio della pratica del “tradimento”, qualità già dimostrata all’epoca in cui voltò le spalle al suo “mentore”, Sebastiano “Natalino” Marchesan, occasione che determinò la sfiducia dell’ex Consigliere di maggioranza da parte del sindaco dell’epoca Dario Raùgna, rimanendo fedele alla maggioranza e dissociandosi dall’uscita dal governo del gruppo di “Insieme per Grado”, coalizione che l’aveva nominata assessora esterna.

Si conferma, anche in questa occasione, la strategia della Lauto di stare ben posizionata sul Carro dei Vincitori (…), precipitandosi a Canossa a “baciare le mani” dell’avversario, dichiarandosi “propositiva” e in sintonia con chi si è conquistato il potere politico locale.

Legittimo e “furbo” disconoscere (ancora una volta) i vecchi compagni di ventura di sinistra e scapicollarsi a destra, magari portando in dote il gradito omaggio, senza iniziare una guerra di copyright onerosa, inutile e controproducente.

Meglio affidarsi alla sempre verde ricerca dell’accordo, utilizzare il metodo tipicamente “democristiano” (tanto caro a quelli come il nuovo sindaco di Grado), dimostrarsi malleabili e giocarsi la carta della “collaborazione” con chi ti può agevolare contrattualmente.

La butto là, consapevole di espormi a una Profezia a rischio di smentita ma, secondo il mio modesto giudizio di Scemo del Villaggio, alla fine della fiera, scommetto un milione di euro contro un bottone che, nel progetto “Grado Isola delle Donne”, la nostra psicologa sul Mercato, troverà nel suo uovo un munifico contrattino di consulente del Comune di Grado, come dono di Pasqua.

Confesso la mia invidia per le figure come quella della dott.ssa Federica Lauto, persona capace di seguire l’onda fregandosene della coerenza e indifferente a qualsiasi accusa di “mercimonio” pro domo sua

E’ così che si fa carriera nella politica di oggi, mica come quelli che in nome della coerenza sono disposti a rimanere esclusi o, peggio ancora, passare la vita a difendersi dagli attacchi del Sistema.

Bella, brava e anche “furba”, beato chi se la sposa…

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