EDITORIALE – GRADO, L’ISOLA DEI “KOMMISSARIATI”.

di Raffaele Lisco.

Non è un incubo e il rischio di finire veramente così, è alto…

A noi piace provocare e vogliamo sperare di non essere Cattivi Profeti, nell’immaginare Grado e i suoi abitanti, ridotti come un Paese retrogrado del Terzo Mondo. L’immagine proposta è un montaggio che, però, non è così fantascientifico come potrebbe sembrare…

Del resto, ancora una volta, gli isolani hanno scelto di votare con la pancia e non con la testa. Stritolati dentro un’offerta amministrativa al ribasso, sono stati obbligati a scegliere i “meno peggio” e affidarsi alla fortuna per sperare di migliorare anni di caduta libera sociale, economica e strutturale, “omaggi” di “buoni governi” (sic!) regalati da “quelli di prima”.

Inutile lamentarsi dei “candidati”; uno per l’altro fanno parte del Circo dal quale entrano ed escono ciclicamente, una volta acclamati come vincitori e un’altra sbeffeggiati per la sconfitta. Indifferentemente, per il 90%, sono sempre “la solita minestra”, pietanza ribollita da mangiare per forza.

Saltuariamente, proprio per intortare gli elettori ormai consapevoli dell’inutilità di quelli già votati, eletti e cacciati per manifesta incapacità (…), la politica “regionale” si affida al “volto nuovo”, utilizza la “nuova proposta” per aggirare gli ostacoli di una diffidenza popolare che si nutre di speranze regolarmente disattese.

Largo quindi ai “moderati”, rigorosamente “foresti” (così si evitano invidie “interne”), l’uso e abuso di “kompetenti”, meglio se provvisti di rassicuranti candide canuzie, curriculum statali e solidi “appoggi” tra “quelli che contano”.

Poco importa se i prescelti non conoscono l’Arte della Politica, il loro valore aggiunto si limita a essere stato Funzionario Capo, accolgano con favore qualsiasi “ordine” emesso dall’alto (…) e accettino di circondarsi dalla peggiore genìa locale, bestiario già rifiutato dagli elettori in altre circostanze…

La Missione è stata compiuta: eliminare i “civici” di Dario Raùgna (per ovvi motivi di schieramento), inventarsi una squadra con “tutti dentro” (per non rischiare ammutinamenti interni) e mettere un proprio soldato a capo del Comune di Grado, oltre che nella GIT S.p.A. e nei Consorzi.

Il Disegno Regionale della destra “leghista”, ha deciso che sono loro i veri padroni del Friuli Venezia Giulia, tanto è vero che lo hanno fatto diventare uno slogan “…IO sono FVG…”, dove IO va inteso come una parte ben precisa della politica…

Grado aveva bisogno di qualcuno “obbediente” e pronto a dismettere (a poco prezzo) quello che ancora si era salvato dalle razzie “civiche” di un’amministrazione rifiutata dai cittadini.

Serviva il “funzionario esterno” al quale poco importa se la Sanità va in svendita, il Pezzi Pregiati pubblici diventano proprietà degli “amici” e ai residenti non rimarranno nemmeno le lacrime per piangere.

Comprensibile che il cittadino isolano, palese portatore sano d’Ignoranza Generale (…), preferisca voltarsi dall’altra parte per mancanza d’impegno personale, tuttavia, i segnali sono talmente evidenti che, perfino l’ultimo dei Casòneri, dovrebbe intuirne la presenza.

Grado è “roba vostra”.

Per noi “esclusi”, non è una sofferenza se migliora o peggiora, la cosa ci è totalmente indifferente. Lo raccontiamo con l’unico scopo di “svegliare” quelli che ancora non hanno capito a quale futuro stanno avviando figli e nipoti

Le nostre notizie “false e tendenziose”, stranamente, le potrete leggere “autorizzate” (dopo)  in replica sul quotidiano locale.

Grado, l’Isola dei Kommissariati.

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