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venerdì, Marzo 1, 2024

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Caldo record in Italia e bollino rosso: mercoledì sarà il giorno peggiore!

Le temperature stanno raggiungendo livelli record in Italia, con ben 23 città che hanno raggiunto il massimo livello di allerta caldo, definito bollino rosso dal ministero della Salute. L’arrivo dell’anticiclone Caronte è la causa di questa ondata di calore che sta colpendo il paese, come riporta Adnkronos: dobbiamo fare i conti con temperature estreme.

Italia nella morsa di un caldo record: mercoledì 23 città con bollino rosso

Attualmente, il bollino rosso è presente in 17 città italiane, ma ha raggiunto le 20 oggi e si estenderà fino a 23 domani, mercoledì 19 luglio, quando è previsto il picco della situazione. Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste e Viterbo sono le 17 città che ad oggi si trovano in allerta massima a causa del caldo.

La situazione sta diventando ancora più preoccupante, con l’arrivo del bollino rosso anche a Napoli, Venezia e Verona domani, mentre Milano e Reggio Calabria passeranno dal bollino giallo all’arancione. Mercoledì Bolzano tornerà gialla ma saranno soggette all’allerta massima Bari, Catania, Civitavecchia e Torino.

La preoccupazione sul caldo anomalo e sui cambiamenti climatici

Il climatologo Luca Mercalli ha descritto questa ondata di calore come un fenomeno anomalo, spiegando che l’anticiclone di origine africana, che è nato dal Sahara dove le temperature raggiungono i 47-48 gradi, si sta diffondendo su tutto il Mediterraneo e sta raggiungendo il Sud Italia. Mercalli ha anche illustrato i pericoli legati al cambiamento climatico: “In tutti i Paesi del mondo la temperatura sta crescendo. Diciassette gradi di temperatura media planetaria: la scorsa settimana è stata, a livello globale, la più calda nella storia del Pianeta da quando noi misuriamo i dati meteorologici”.

E ha aggiunto: “Un livello mai raggiunto prima, un nuovo campanello d’allarme, una situazione che non si arresterà se non si interviene seriamente per ridurre le cause. Si va troppo lenti, sono passati 31 anni dalla prima Convezione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici”.

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