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martedì, Luglio 23, 2024

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Il Delirio Cavalleresco: Monty Python e il Sacro Graal

“Cavalcando alle frontiere dell’absurdo e sfidando i confini della comicità tradizionale, ‘Monty Python e il Sacro Graal’ si impone come un’opera ineludibile per ogni cultore di cinema che si rispetti. Uscito nel 1975 e diretto dal geniale duo Terry Gilliam e Terry Jones, questo film rappresenta un punto di svolta nella storia della comicità cinematografica, introducendo il pubblico in un universo dove la satira si fonde con la leggenda arturiana in modo del tutto inedito.

In questa imprevedibile rivisitazione della ricerca del leggendario Sacro Graal, i membri del Monty Python Flying Circus – Graham Chapman, John Cleese, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin e Terry Gilliam – incarnano una vasta gamma di personaggi esilaranti, portando in vita una serie di sketch che si susseguono con ritmo frenetico e logica paradossale.

Con un umorismo che varia dallo slapstick più sfrenato alle sottili allusioni letterarie e cinematografiche, ‘Monty Python e il Sacro Graal’ si distingue per la sua capacità di ridere di praticamente tutto: le convenzioni sociali, le strutture di potere, e persino i tropi narrativi stessi.

La pellicola ha dato vita a scene culto e battute divenute parte dell’immaginario collettivo, come l’incontro con i cavalieri che dicono ‘Ni!’ e il duello con il Cavaliere Nero che, nonostante venga progressivamente smembrato, insiste che si tratti solo di “una ferita superficiale”. Quest’opera è un must per chiunque ami le risate intelligenti e le parodie che oscillano tra il genio e il demenziale, insegnando che la risata può essere uno strumento affilato quanto la spada di un cavaliere.”

Monty Python e il Sacro Graal: i personaggi chiave

Il cast di “Monty Python e il Sacro Graal” rappresenta un insieme di talenti unici, caratterizzato dalla poliedricità degli attori-comici che formano il gruppo britannico dei Monty Python. Il film, pietra miliare della comicità, vede protagonisti Graham Chapman, John Cleese, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin e Terry Gilliam, ognuno dei quali interpreta numerosi personaggi in un tour de force attoriale che segna la storia del cinema comico. Graham Chapman incarna il ruolo del coraggioso Re Artù, conducendo i suoi cavalieri nella ricerca del Sacro Graal con un’autorità che sfocia spesso nell’assurdo.

John Cleese, con la sua inconfondibile statura, dà vita al serioso e pragmatico cavaliere Sir Lancelot il Coraggioso, oltre a prestare il volto a numerosi altri personaggi, tra cui il famosissimo Cavaliere Nero, incrollabile di fronte a ogni avversità fisica. Eric Idle si cimenta nei panni di Sir Robin il Non Così Coraggioso Come Sir Lancelot e di altri esilaranti personaggi, tra cui il minstrello che narra le poco eroiche gesta del cavaliere. Terry Jones non solo co-dirige il film, ma appare anche come la madre di Sir Galahad e come il leader degli indimenticabili cavalieri che dicono ‘Ni!’.

Michael Palin, con la sua versatilità, si trasforma in Sir Galahad il Puro e, in un memorabile cameo, nel Guardiano del Ponte delle Morti. Infine, Terry Gilliam, oltre al ruolo di co-regista, si immerge nel bizzarro universo Python interpretando Patsy, il servo di Re Artù, e altri personaggi minori. Ogni membro del cast si presta a un gioco di maschere comiche, brillando per la capacità di passare da un ruolo all’altro con naturalezza, e contribuendo a creare un’esperienza cinematografica senza tempo per gli appassionati di cinema e serie TV.

La trama del film

Ambientato in un’Inghilterra medievale fantastica e stravagante, “Monty Python e il Sacro Graal” segue le rocambolesche avventure di Re Artù e dei suoi improbabili cavalieri alla ricerca del leggendario Sacro Graal. Re Artù (Graham Chapman), cavalcando senza cavallo e seguito dal suo fedele servo Patsy (Terry Gilliam) che simula il rumore degli zoccoli con noci di cocco, raduna un gruppo di cavalieri tanto valorosi quanto eccentrici: Sir Lancelot il Coraggioso (John Cleese), Sir Robin il Non Così Coraggioso Come Sir Lancelot (Eric Idle), Sir Galahad il Puro (Michael Palin), e Sir Bedevere il Saggio (Terry Jones).

Insieme, affrontano sfide bizzarre e incontrano personaggi più strani l’uno dell’altro, come un coniglio assassino, streghe da processare e il già citato Cavaliere Nero, che rifiuta di cedere il passo nonostante venga mutilato in un duello surreale. Ogni tappa del loro viaggio è un pretesto per parodie della cavalleria, del mito arturiano e dei convenevoli del cinema epico, con dialoghi aguzzi e un gusto per l’assurdo che ha reso “Monty Python e il Sacro Graal” un classico senza tempo.

Nonostante la loro missione sia seria, il modo in cui viene raccontata è tutt’altro che convenzionale, con i Python che infrangono la quarta parete e giocano con le aspettative del pubblico in una narrazione che è contemporaneamente un omaggio e una presa in giro dei film di genere.

Curiosità

Realizzato con un budget esiguo che faceva affidamento più sull’ingegnosità che sui mezzi tecnici, “Monty Python e il Sacro Graal” è un’ode alla creatività senza confini. Le limitazioni finanziarie sono state trasformate in forza comica, come dimostra l’assenza di cavalli, sostituiti dal famigerato trucco delle noci di cocco, diventato uno dei tanti running gag del film. La produzione ha visto anche l’insolito sostegno di rock star come Pink Floyd, Led Zeppelin e Genesis, che hanno contribuito al budget, desiderosi di vedere il progetto dei Python prendere vita.

Il castello di Doune, in Scozia, ha fatto da cornice a molteplici location grazie a diversi angoli di ripresa, per ovviare alla mancanza di fondi per set più vari. Sul set regnava un autentico spirito di corpo: i Python hanno scritto, diretto e interpretato il film in un clima di collaborazione. Tuttavia, il clima scozzese ha messo a dura prova il cast e la troupa, con pioggia e freddo che hanno accompagnato gran parte delle riprese.

La scena della battaglia contro il coniglio assassino è stata ottenuta con un coniglio vero tinto con vernice, che ha lasciato tutti preoccupati per le reazioni allergiche. Infine, la famosa sequenza di animazione del titolo di testa, opera di Terry Gilliam, rispecchia quell’umorismo anarchico che permea il film, anticipando il bizzarro viaggio che il pubblico sta per intraprendere. “Monty Python e il Sacro Graal” rimane un esemplare unico di comicità visiva, verbale e situazionale, che affonda le sue radici nella tradizione britannica del nonsense, rendendolo un imprescindibile cult per ogni appassionato di cinema e serie TV.

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