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lunedì, Giugno 24, 2024

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Logan – artigli inossidabili: L’ultimo atto del Wolverine

film “Logan – The Wolverine”, uscito nel 2017, segna l’ultimo atto dell’epopea di uno degli eroi più amati degli X-Men, interpretato con intensità e grinta dall’inimitabile Hugh Jackman. Questo capitolo, diretto dal regista James Mangold, ci trasporta in un futuro distopico nel 2029, dove gli X-Men sono quasi scomparsi e un invecchiato Logan si confronta con i limiti della propria mortalità e con un mondo che sembra aver perso il bisogno di eroi. Lontano dall’essere il film di supereroi tradizionale, “Logan” si distingue per il suo tono cupo e realistico, abbracciando uno stile narrativo più vicino al western moderno o al road movie, con echi di classici come “Il cavaliere della valle solitaria” e “Piccolo grande uomo”, piuttosto che agli esplosivi blockbuster a cui la saga degli X-Men ci aveva abituato.

La storia ci mostra un Logan sfinito e alcolizzato che si prende cura di un Professor X malato, interpretato da un eccellente Patrick Stewart, in un nascondiglio al confine con il Messico. La loro esistenza isolata viene sconvolta dall’arrivo di una misteriosa bambina, Laura, interpretata da Dafne Keen, che possiede poteri sorprendentemente simili a quelli di Wolverine.

Logan è costretto a uscire dal suo esilio autoimposto per proteggerla da oscure forze che vogliono catturarla. La pellicola offre non solo sequenze d’azione crude e viscerali, una caratteristica distintiva del protagonista, ma anche momenti di profonda emotività, esplorando temi come la famiglia, il sacrificio e la redenzione. Il  si impone come un capitolo conclusivo amaro e potente, che chiude la storia di Wolverine lasciando un segno indelebile nel cuore degli appassionati del cinema e dei fumetti.

Logan – The Wolverine: quali sono i personaggi

“Logan – The Wolverine” rappresenta un capolavoro crepuscolare nel panorama dei film di supereroi, grazie a un cast eccezionale che porta sullo schermo figure complesse e tormentate. Hugh Jackman indossa gli artigli di adamantio per l’ultima volta, interpretando un Logan inedito, segnato dagli anni e dalle battaglie; il suo Wolverine è un’eroina tragica che porta il peso del mondo sulle spalle, mostrando sfumature emotive inaspettate.

Accanto a lui, Patrick Stewart offre una delle sue interpretazioni più toccanti come un Professor X afflitto da demenza, mostrando la vulnerabilità di un uomo che è stato una volta il più potente telepate sulla Terra. La chimica tra Jackman e Stewart conferisce al film una profondità sorprendente, esplorando una dinamica quasi paterna che si sviluppa tra i due personaggi.

Nel ruolo di Laura, o X-23, troviamo la giovane rivelazione Dafne Keen, la quale porta una ferocia e un’intensità degne di Wolverine stesso, aggiungendo un nuovo strato di complessità narrativa come la possibile erede di Logan. La performance di Keen è una danza fra innocenza infantile e letale determinazione, creando un personaggio immediatamente iconico.

Il cast di supporto comprende Boyd Holbrook, nei panni del carismatico e spietato Donald Pierce, e Stephen Merchant che offre una performance sorprendentemente emotiva come Caliban, il sensibile e tormentato mutante in grado di tracciare altri della sua specie. Insieme, queste performance si fondono per creare un tessuto narrativo ricco e un film che trascende le convenzioni del genere, lasciando un’impronta indimenticabile negli appassionati di cinema e serie TV.

Trama

In “Logan – The Wolverine”, ambientato in un prossimo futuro distopico del 2029, assistiamo a un Logan invecchiato e stanco, un tempo noto come l’impavido Wolverine, ora alle prese con il declino dei propri poteri rigenerativi e una vita segnata dal dolore e dalla perdita.

Con gli X-Men ormai ridotti a un lontano ricordo, Logan si ritrova a vivere in un esilio forzato al confine messicano, dove si prende cura di un Professor X affetto da una malattia neurodegenerativa, incapace di controllare i suoi potenti poteri telepatici. La loro esistenza marginale e piena di rimpianti viene scossa dall’arrivo di Laura, una bambina misteriosa dotata di abilità molto simili a quelle di Wolverine, frutto di esperimenti oscuri che cercano di riportare in auge il progetto Arma X.

Inseguiti da forze mercenarie e decisi a proteggere la ragazza, Logan e Charles intraprendono un viaggio disperato per raggiungere un presunto rifugio in North Dakota, inseguendo l’eco di un’utopia per mutanti sopravvissuta solo nelle leggende. Sullo sfondo di uno scenario desolato che ricorda i grandi western, “Logan” offre una storia di redenzione e sacrificio, delineando il ritratto di un eroe che cerca disperatamente di fare ammenda, di proteggere ciò che resta della sua specie e di insegnare a Laura il valore della vita oltre la violenza. Con toni malinconici e realistici, il film si distacca dai canoni tradizionali dei blockbuster per supereroi, regalando agli appassionati di cinema e serie TV un’opera cruda e profondamente umana.

Curiosità del film

“Logan – The Wolverine,” diretto da James Mangold, è un gioiello della cinematografia dei supereroi che si distingue per la sua narrativa matura e il suo approccio alla trama, più vicino a un dramma o a un western moderno che a un tradizionale film di genere. Un fatto interessante è che Hugh Jackman ha accettato di ridurre il suo salario per garantire che il film ottenesse una classificazione ‘R’ negli Stati Uniti (vietato ai minori di 17 anni non accompagnati), che ha permesso di esplorare temi più adulti e di includere scene di violenza più grafica, in linea con il personaggio dei fumetti. La performance di Jackman è stata plasmata dal suo coinvolgimento personale nella produzione, avendo contribuito alla narrazione e al tono del film.

“Logan” si è ispirato a fumetti come “Old Man Logan” di Mark Millar e Steve McNiven, ma si è liberamente distaccato dalla loro trama, creando una storia originale che risuona con temi universali come la famiglia, il declino e la ricerca di redenzione.

La chimica tra Jackman e Patrick Stewart, che riporta sul grande schermo un Professor X afflitto da demenza, aggiunge uno strato emotivo che raramente si trova in film di questo genere. Il debutto cinematografico di Dafne Keen nel ruolo di Laura (X-23) è stato accolto con entusiasmo dalla critica e i fan, grazie alla sua capacità di catturare sia la ferocia che la vulnerabilità del giovane clone di Wolverine. La colonna sonora minimalista e la fotografia cupa hanno contribuito a creare l’atmosfera desolata che caratterizza il film, rendendolo un’opera che rimarrà a lungo nella memoria degli appassionati di cinema e serie TV.

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