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venerdì, Marzo 1, 2024

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Perché le bottiglie di plastica hanno i tappi attaccati: la spiegazione alla novità da poco introdotta

Nel 2024 entrerà in vigore una nuova Direttiva UE che ha lo scopo di affrontare il problema dei tappi di plastica che non si staccano dalle bottiglie in PET. Sempre più bottiglie, infatti, sono sigillate da tappi che rimangono attaccati al loro collo. Ecco la spiegazione a questa novità, da poco introdotta.

Bottiglie di plastica con tappi attaccati: la mossa a tutela dell’ambiente

Le bevande in lattina o bottiglia hanno sempre comportato problemi ambientali principalmente causati dalle chiusure. Tuttavia, come riporta Agi, sembra che finalmente si stia trovando una soluzione anche per i tappi di plastica delle bottiglie. In Italia, un Paese in cui viene consumata una notevole quantità di acqua minerale, l’emergenza legata a questi tappi diventa sempre più pressante. È per questo motivo che sono state introdotte bottiglie di plastica con tappi agganciati, che non si staccano una volta svitati o sollevati. La ragione dietro a questa scelta è semplice. A partire dal 2024, infatti, la Direttiva UE (2019/904) richiederà che tutte le bottiglie in PET fino a 3 litri siano dotate di tappi agganciati.

Inizialmente, questo può sembrare un po’ scomodo, dato che il tappo tende a ruotare intorno al collo della bottiglia durante l’apertura e il versamento dell’acqua. Tuttavia, questa è considerata una delle decisioni più rivoluzionarie nella lotta a tutela dell’ambiente. Sebbene non possa essere considerata una vera e propria svolta, è comunque un piccolo passo avanti per ridimensionare la dispersione di plastica nell’ambiente.

L’inquinamento da plastica e i rischi per l’ambiente

Per capire l’impatto dell’inquinamento da plastica, basta pensare che, secondo un rapporto del WWF pubblicato in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, la produzione di plastica continua a crescere mentre il suo smaltimento rimane inefficace e con tassi di riciclo inferiori al 10% a livello globale. Questo significa che ogni anno fino a 22 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani e altrettanti nell’ambiente terrestre, la maggior parte dei quali sono prodotti in plastica monouso. Inoltre, la produzione di plastica è responsabile di circa il 3,7% delle emissioni globali di gas serra, una percentuale che potrebbe aumentare fino al 4,5% entro il 2060 se la situazione attuale non cambierà.

Secondo il WWF, siamo di fronte a un’inquinamento globale, diffuso e persistente in ogni ambiente naturale. L’inquinamento da plastica ha superato il “limite planetario”, oltre il quale non si può garantire la sicurezza degli ecosistemi che sostengono la vita.

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