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giovedì, Maggio 30, 2024

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Perché si chiama briscola: le curiosità su uno dei più amati giochi di carte!

La briscola è un affascinante gioco di carte, apprezzato e praticato da generazioni di italiani. È un gioco che ha dato vita a numerose varianti, ognuna con le sue regole e peculiarità uniche. Ma perché ha assunto questo nome particolare? Da dove deriva?

Le misteriose origini della briscola

Il gioco della briscola si svolge utilizzando un mazzo di 40 carte, ciascuna con un valore specifico. Ci sono gli assi, i numeri dal 2 al 7, i fanti, i cavalieri e i re, tutti appartenenti ai semi italiani o francesi. La briscola può essere giocata in diverse modalità: in due giocatori, in quattro a coppie, in tre eliminando alcune carte o addirittura in sei, con tre squadre di due giocatori ciascuna. Le regole variano a seconda del numero di partecipanti e del mazzo utilizzato.

Le prime notizie sulla briscola risalgono al lontano 1828, ma è nel 1847 che appare la prima menzione letteraria del gioco, in un poema di Gioacchino Belli. Tuttavia, il primo trattato specifico risale al 1888, testimoniando l’interesse che questo gioco ha suscitato nel corso del tempo. Le origini della briscola sono avvolte nel mistero e sono oggetto di dibattito tra gli studiosi. Alcuni autori sostengono che il gioco abbia radici nei giochi francesi della famiglia della brusquembille e della bazzica, molto diffusi nel XVIII e XIX secolo. Questi giochi, a loro volta, potrebbero avere origine olandese o scandinava. Altri studiosi, pur riconoscendo una certa correlazione tra la briscola e questi giochi francesi, non hanno prove concrete riguardo a una discendenza diretta.

Le carte da briscola

Perché si chiama così: le principali ipotesi

Ma perché questo gioco di carte si chiama così? C’è chi suggerisce che il nome “briscola” derivi dal termine francese “brisque”, che indica i punti ottenuti dagli onori presi nel gioco della bazzica. Altri ancora ipotizzano che il nome possa derivare da termini utilizzati in alcuni giochi di Tarocchi per indicare sequenze di trionfi che valgono un certo numero di punti. Tuttavia, anche queste teorie non confermano inequivocabilmente un’origine italiana del gioco, poiché il nome potrebbe essere stato adottato successivamente all’importazione del gioco nel paese.

Una caratteristica peculiare della briscola è l’inusuale posizione del tre, che è la seconda carta per valore dopo l’asso. Questo aspetto contrasta con le tradizionali gerarchie delle carte nei giochi di carte italiani, e potrebbe rappresentare un indizio sulla possibile influenza di giochi stranieri nella genesi della briscola. In ogni caso, rimane uno dei giochi più popolari in Italia, apprezzato per la sua semplicità e per le sfide tattiche che offre.

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