Home Curiosità Perché si chiama gatto delle nevi: il nome è frutto di un...

Perché si chiama gatto delle nevi: il nome è frutto di un clamoroso errore!

0
213
Perché si chiama gatto delle nevi
Perché si chiama gatto delle nevi

Gatto delle nevi è una delle espressioni più curiose del panorama linguistico italiano, e le sue origini sono piuttosto sorprendenti. Tale termine indica un mezzo a motore cingolato, spesso utilizzato in montagna per preparare le piste da sci o per trasportare persone e merci su terreni coperti di neve. Tuttavia, forse non tutti sanno che il nome italiano di questo veicolo è nato da un errore di interpretazione della parola inglese “snowcat”.

Perché si chiama gatto delle nevi

In realtà, il termine inglese snowcat deriva dal marchio commerciale Sno-Cat, che a sua volta è una contrazione di “snow caterpillar”, ovvero “bruco della neve”. Non c’è quindi alcuna connessione tra il gatto delle nevi e i gatti, ma l’etimologia della parola caterpillar nasconde comunque una piccola sorpresa!

In italiano, utilizziamo il termine caterpillar con un’unica accezione, come prestito dall’inglese negli anni ’30 del secolo scorso, per indicare un veicolo cingolato in grado di muoversi su qualsiasi tipo di terreno. Caterpillar deriva dal termine caterpillar track, un tipo di cingolo, che a sua volta prende il nome dall’azienda americana oggi conosciuta come Caterpillar Inc., che brevettò questo tipo di sistema di trazione all’inizio del XX secolo.

L’origine dovuta ad un clamoroso errore di traduzione

Il sostantivo caterpillar, nel suo significato originario di bruco, può essere ricondotto a una parola usata nell’inglese del XV secolo, catyrpel, che a sua volta avrebbe origine dal francese settentrionale antico “catepelose” o “chatepelose”, che significa letteralmente “gatta pelosa”, forse influenzata anche dalla parola piller, ormai obsoleta ma che significa “distruttore”.

Nonostante l’etimologia del termine caterpillar, tuttavia, non si spiega in nessun modo il nome italiano ‘gatto delle nevi’ per ‘snowcat’. Trattasi, in questo caso, di un esempio particolare di come una parola possa nascere da un errore di traduzione, che nel tempo si è consolidato nell’uso comune.