24.5 C
New York
lunedì, Giugno 24, 2024

Buy now

Viale del Tramonto: luci e ombre di Hollywood

Cari appassionati del grande schermo e delle narrazioni visive che incatenano l’anima, immergiamoci nei meandri di Hollywood con il capolavoro di Billy Wilder: “Viale del tramonto” (“Sunset Boulevard”, 1950). Quest’opera è un affresco mozzafiato che esplora il lato oscuro del sogno americano attraverso l’industria del cinema, mostrando le macerie emotive che giacciono dietro il luccichio delle luci delle premiere.

Protagonista della vicenda è l’indimenticabile Norma Desmond, interpretata da una Gloria Swanson che con la sua performance erige un monumento all’arte dell’interpretazione, affiancata da un William Holden nel ruolo di Joe Gillis, uno sceneggiatore in cerca di fortuna. Norma, un tempo diva del cinema muto, vive rinchiusa nella sua decadente villa su Sunset Boulevard, incapace di accettare l’oblìo che il tempo ha imposto al suo stardom. Quando il giovane sceneggiatore entra nella sua vita, si intreccia un gioco di seduzione, illusione e disperazione che si snoda verso un finale ineluttabile.

Con la sua incisiva critica al culto della celebrità e alla spietata macchina hollywoodiana, “Viale del tramonto” rimane una pietra miliare nella storia del cinema, un film che continua a risuonare con attualità per la sua disamina dell’ossessione per la fama e del prezzo a volte inimmaginabile che essa comporta.

La regia di Wilder, affilata e visionaria, insieme alla sceneggiatura tagliente e ai dialoghi che scintillano di cinismo e verità, fanno di questo film un’esperienza indimenticabile che ogni cinefilo si deve concedere. Del resto, come dice Norma Desmond, “All right, Mr. DeMille, I’m ready for my close-up” – questa pellicola merita davvero di essere ammirata da vicino.

Viale del tramonto: personaggi principali

Nel pantheon delle grandi opere cinematografiche, “Viale del Tramonto” di Billy Wilder splende per un cast eccezionale che porta in vita uno dei più affascinanti studi sullo sfarzo e la decadenza di Hollywood. Al centro del racconto troviamo la diva del cinema muto Norma Desmond, un ruolo che segna il trionfale, sebbene inquietante, ritorno sullo schermo per Gloria Swanson. Swanson, un tempo vera stella del cinema muto, incarna Desmond con una miscela di grandezza e patetismo, regalando una performance che è un tour de force di emotività e dramma, riflettendo il crepuscolo di un’era e un’essenza di glamour ormai svanita.

Accanto a lei, figura William Holden nel ruolo di Joe Gillis, lo sceneggiatore squattrinato e narratore della storia. Holden, con il suo carisma e la sua naturale recitazione, rivela abilmente il cinismo e la vulnerabilità del suo personaggio, un uomo intrappolato nella tela di ragno di Desmond. Il loro rapporto, complesso e tragico, è il cuore pulsante del film.

Insieme a questi due titani, Erich von Stroheim interpreta Max von Mayerling, il fedele maggiordomo di Norma e regista del suo passato. La sua presenza aggiunge un ulteriore strato di tristezza e fedeltà, rivelando la profonda devozione verso la sua padrona e i fantasmi dei bei tempi andati. Nancy Olson, invece, offre una ventata di freschezza nel ruolo di Betty Schaefer, la giovane sceneggiatrice che incarna l’innocenza e l’aspirazione, contrastando l’ambiente viziato in cui si svolge la narrazione.

Il cast di “Viale del Tramonto” non è solo eccezionale per il nome degli attori, ma anche per la simbiosi perfetta tra interpreti e personaggi, rendendo ogni scena un ricamo di emozioni autentiche e di un’arte della recitazione che si fa raramente vedere, sottolineando perché questo film rimane un caposaldo nella storia del cinema.

Trama

Ambientato nella Hollywood del dopoguerra, “Viale del Tramonto” è un capolavoro noir che offre una visione incisiva e cupa dell’industria cinematografica. Il film segue la storia di Joe Gillis, uno sceneggiatore disilluso e in difficoltà finanziarie, interpretato dal carismatico William Holden.

La sua vita prende una svolta inaspettata quando, in fuga dai suoi creditori, si imbatte nella maestosa residenza della dimenticata star del cinema muto Norma Desmond. La Desmond, magistralmente incarnata da Gloria Swanson, è una donna che vive nel passato, costantemente circondata dai ricordi del suo glorioso passato e dalla cura del devoto maggiordomo Max von Mayerling, interpretato da Erich von Stroheim. Quando scopre che Joe è uno sceneggiatore, Norma lo convince a lavorare ad un copione che è convinta la riporterà sotto i riflettori.

La trama si snoda nei meandri di una relazione complessa e malsana, in cui la Desmond si avvolge sempre più nella follia e nella disperazione, mentre Joe si trova incastrato in un mondo dorato ma prigioniero. Il film esplora temi di decadenza, ossessione, vanità e il prezzo a volte devastante della fama.

Il regista Billy Wilder dipinge un ritratto impietoso di un’industria che divora i suoi stessi figli, con dialoghi affilati e una narrazione che lascia il segno. “Viale del Tramonto” è una storia di splendore e rovina, un inno alla grandezza perduta e un critico sguardo sul sogno americano che, come la villa di Norma Desmond, è magnifico in facciata, ma marcio all’interno.

Curiosità del film

Per gli amanti del cinema, “Viale del Tramonto” rappresenta un tesoro di aneddoti e retroscena affascinanti. Uno dei fatti più intriganti è che la storia è intrisa di autobiografismo e meta-cinema. Gloria Swanson, come Norma Desmond, fu una diva del muto il cui splendore era sbiadito con l’arrivo del sonoro. Erich von Stroheim, che interpreta il fedele servitore Max, era stato realmente un regista delle pellicole mute di Swanson e, nella realtà, aveva visto la sua carriera declinare. Anche Buster Keaton e altri veterani del cinema muto fanno un memorabile cameo, rafforzando questa riflessione sul passaggio del testimone tra vecchio e nuovo Hollywood.

Billy Wilder e il co-sceneggiatore Charles Brackett hanno infuso nel film un’irresistibile amalgama di noir e satira, non risparmiando frecciate verso l’industria cinematografica. A dimostrazione della natura tagliente del film, Louis B. Mayer, potente capo della MGM, rimproverò Wilder alla prima del film per aver “sporco il nido”. Wilder, mai uno da mordersi la lingua, rispose con un secco insulto, testimoniando la tensione tra l’antico regime di Hollywood e i nuovi autori.

La villa in cui vive Norma Desmond è un altro elemento affascinante. La casa, appartenuta realmente al magnate dell’olio J. Paul Getty, serviva come perfetta metafora del decadentismo e dell’isolamento. Inoltre, il finale, con la famosa battuta “Mr. DeMille, I’m ready for my close-up”, è stato girato negli effettivi Paramount Studios, aggiungendo un ulteriore strato di autenticità e verosimiglianza alla narrazione. “Viale del Tramonto” è quindi molto più di un semplice film: è un documento vivente della transizione di un’era e una critica pungente all’industria che lo ha prodotto.

Recenti

Ultime News